Paolo Fresu ha annunciato la propria disponibilità a incontrare gli studenti dei licei di Bologna nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, compatibilmente con i suoi impegni. Il trombettista, nato nel 1961, ha affidato ai social una riflessione sulle proteste che stanno interessando diverse città italiane, compreso il capoluogo emiliano.
Al centro dell’intervento c’è l’invito ad ascoltare le nuove generazioni senza ridurre il dibattito ai soli episodi di vandalismo e devastazione. Fresu sostiene che molti giovani dimostrino una coscienza critica e una capacità di interrogarsi che, a suo giudizio, non sempre appartenevano alle generazioni precedenti alla stessa età.
L’invito al dialogo
Il musicista ha spiegato di voler incontrare i ragazzi soprattutto per ascoltarli e confrontarsi con loro su arte, bellezza e futuro. Nella sua riflessione ha sottolineato il ruolo della musica e delle altre forme di espressione artistica, considerate strumenti capaci di aprire spazi di dialogo, avvicinare le persone e favorire una visione diversa della società.
Secondo Fresu, le manifestazioni rappresentano anche la risposta a una situazione che definisce sempre più disastrosa e iniqua. Nel messaggio vengono richiamati il disagio delle nuove generazioni, le disparità sociali e la destinazione delle risorse pubbliche, con il timore che gli investimenti sulle armi avvengano a scapito di scuola, sanità, ricerca, welfare, accoglienza, cultura e arte.
Il richiamo alle responsabilità degli adulti
La riflessione riguarda anche la difficoltà di molti giovani a sentirsi rappresentati e ad avere voce sul proprio futuro. Il trombettista ha osservato che, se una minoranza può rendersi protagonista di gesti violenti, la maggior parte dei ragazzi resta comunque una generazione viva, consapevole, inquieta e critica nei confronti di un sistema costruito anche dagli adulti.
Fresu ha quindi invitato a non fermarsi alla condanna dei danneggiamenti, ma a interrogarsi sulle ragioni che spingono tanti giovani a scendere in piazza e a chiedere un futuro diverso. A suo avviso, senza la capacità di riflettere e di ascoltare il loro disagio, si rischia di perdere un’occasione di costruzione collettiva.
Nel messaggio il musicista ha ricordato anche di essere padre di un diciottenne, descritto come un ragazzo con idee chiare sul presente. Fresu ha detto di sentirsi profondamente affascinato dalla sua generazione, alla quale gli adulti stanno consegnando un mondo consumato, imperfetto, ferito e usurato. In chiusura ha indicato il proprio indirizzo email per chi fosse interessato a scrivergli.