Sondrio (SO)

Ornano, un fiume di ironia sul Sociale

Tutto esaurito due serate consecutive per il comico genovese che ha raccontato anche le sue traversie personali.

Ornano, un fiume di ironia sul Sociale

Antonio Ornano ha sbancato il Sociale di Sondrio per due serate di fila mercoledì e giovedì portando un’ondata di quella sua proverbiale comicità genovese con il nuovo spettacolo (In)grato, mentre lo scorso anno era venuto con Maschio caucasico irrisolto. Un fiume in piena, con dentro comicità assoluta, vita vissuta, autenticità massima, nostalgia vera della mezza età per un passato che non tornerà. E ha raccontato a cuore aperto tutto il suo ultimo difficile anno di vita con un ricovero improvviso in ospedale ad Asti che a febbraio dello scorso anno gli ha fatto realmente rischiare la pelle e quindi cambiare completamente abitudini. “Avrei tanto voluto lasciarci le penne come una vera rockstar, fra cocaina e donne di facili costumi, invece no, colesterolo troppo alto. Che fine indegna sarebbe stata… Beh grazie all’ospedale di Asti e al primario che mi disse ‘Ornano, viveva come se avesse un pianoforte appeso a un filo sopra la testa, ora le abbiamo tolto quel piccolo peso’. Immaginate voi cosa voglia dire…”. E per cominciare a raccontare tutte le sue traversie, anche da marito da 30 anni di “Crostatina” e padre di due adolescenti, è entrato in scena sulle note di “Land of hope and dreams” di Bruce Springsteen, essendo da sempre un accanito fan del rocker americano e, per sua stessa ammissione, con le stesse scarpe che Bruce indossava nel corso dell’ultimo tour. “Ho pure le stesse scarpe di Bruce, ma io dopo dieci minuti sanguino”.

Rock

La passione per la musica rock emerge durante tutto lo show (citati Stones e Cure), un monologo torrenziale di oltre due ore, in cui Antonio dialoga anche col pubblico, parla di crisi di coppia e di problematicità con i figli adolescenti, ma con quel tono leggero e autoironico che consente a tutti quelli che hanno all’incirca la sua età di identificarsi completamente. Arriva addirittura a lanciare la frecciata su Signorini, ammettendo: “a Zelig questa non me l’hanno fatta dire, ormai lì non puoi più dire un cazzo”. Non ha risparmiato le tendenze del momento quando ha chiesto al pubblico quante canzoni conoscessero degli Oasis. “Fenomeno di massa per cui siamo al punto che se c’è un evento bisogna esserci, anche se non si sa nulla di quell’evento. E’ accaduto più o meno lo stesso con gli 883 dopo l’uscita della fiction, per altro molto bella. Ma prima? Li conoscevamo noi negli anni ‘90 gli 883, ora invece sei un coglione se non vai a San Siro a vedere Max Pezzali, e persino l’altro, quello che non faceva una mazza e ballava pure male, è in giro per i teatri a fare un suo spettacolo, vi rendete conto? (ironia della sorte proprio giovedì sera Repetto era a Tirano ndr)”. Ma poi tanto, tanto altro, come il livello di bassezza nella scala valoriale della moglie che raggiunge un marito dopo anni di vita di coppia, la malinconia per il tabagismo che ha dovuto abbandonare. E anche inserti acuti di grande profondità e intelligenza. Insomma, l’Ornano a cui siamo abituati, che ormai conosciamo da tempo. Che si conservi in salute e buona forma perchè c’è bisogno di uno sguardo ironico e necessario su un’epoca confusa. Se ne esce rinfrancati e sicuri delle proprie, complete, insicurezze.