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Ora legale permanente: l’Italia apre il dibattito tra economia, salute e… incidenti sul lavoro

+3-4% di infarti e +5-6% di infortuni sul lavoro nei giorni successivi

Ora legale permanente: l’Italia apre il dibattito tra economia, salute e… incidenti sul lavoro

L’Italia si prepara a discutere seriamente dell’introduzione dell’ora legale permanente. La X Commissione della Camera dei deputati, che si occupa di Attività Produttive, Commercio e Turismo, ha approvato l’avvio di un’indagine conoscitiva per valutare gli effetti di un sistema unico di orario sull’intero anno. L’iniziativa, proposta dallo scorso novembre su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), di Consumerismo No Profit e del deputato Andrea Barabotti, si concentra sulle ricadute dell’ora legale sui diversi settori del Paese, dal consumo energetico al tessuto produttivo.

L’iter trae origine da una consultazione europea del 2018, alla quale hanno partecipato 4,6 milioni di cittadini: l’84% si era espresso a favore della fine del cambio stagionale dell’ora. Il Parlamento Europeo aveva approvato nel 2019 una direttiva che lasciava ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora solare o legale permanente, ma il processo si era arenato tra pandemia e divergenze tra Paesi membri.

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Benefici energetici e ambientali

Le ricerche europee indicano che l’abolizione del cambio di orario comporterebbe un risparmio energetico significativo e vantaggi per il mercato interno e i trasporti. I dati ufficiali forniti da Terna mostrano che tra il 2004 e il 2025, grazie all’ora legale, l’Italia ha registrato un minor consumo di energia elettrica pari a oltre 12 miliardi di kWh, con un risparmio economico per i cittadini stimato in circa 2,3 miliardi di euro. Inoltre, la SIMA evidenzia come le emissioni di CO2 siano diminuite tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate all’anno, un valore equivalente a quello assorbito piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi.

L’indagine conoscitiva mira quindi a fornire al Parlamento e al Governo un quadro aggiornato dei benefici e delle criticità dell’ora legale permanente, coinvolgendo enti di ricerca, organismi economici, associazioni di categoria e dei consumatori, nonché esperti accademici. Tra gli obiettivi vi sono il confronto tra modelli con cambio stagionale e ora legale permanente, la valutazione dei potenziali risparmi energetici, l’impatto sul tessuto produttivo e la possibilità di una fase sperimentale.

Gli effetti sulla salute

Nonostante i vantaggi economici e ambientali, il passaggio all’ora legale comporta anche impatti concreti sulla salute e sulla sicurezza. Nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026 tornerà l’ora legale, con una perdita di appena un’ora di sonno che però può agire come un mini jet-lag sociale. Studi scientifici hanno documentato aumenti degli infarti miocardici acuti, incidenti stradali e infortuni sul lavoro nei giorni immediatamente successivi al cambio d’ora.

Secondo lo studio Daylight Saving Time and Myocardial Infarction, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, si registra un incremento del 3-4% dei casi di infarto nei lunedì successivi al passaggio all’ora legale primaverile. Parallelamente, il lavoro di ricerca Changing to Daylight Saving Time Cuts Into Sleep and Increases Workplace Injuries, riportato sul Journal of Applied Psychology, mostra come gli infortuni sul lavoro aumentino del 5-6% nei giorni immediatamente successivi, spesso con maggiore gravità. Anche gli incidenti stradali risultano più frequenti a causa della riduzione delle ore di sonno e dell’attenzione.

La Dr.ssa Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in medicina interna e angiologia, spiega:

“Il nostro organismo segue ritmi circadiani regolati dalla luce naturale. Con il passaggio all’ora legale ci svegliamo un’ora prima rispetto al nostro orologio biologico, creando un vero e proprio mini jet-lag che influenza sonno, metabolismo e sistema cardiovascolare”. Per ridurre questi effetti, consiglia di anticipare gradualmente l’orario del sonno nei giorni precedenti e di esporre l’organismo alla luce naturale al mattino.

Verso una decisione complessiva

La Camera dei deputati prevede di concludere l’indagine entro il 30 giugno 2026, dopo aver ascoltato rappresentanti istituzionali, autorità indipendenti, Organizzazioni internazionali, associazioni di categoria e dei consumatori, nonché esperti del settore.

L’obiettivo è offrire una valutazione scientifica e completa sugli impatti dell’ora legale permanente in Italia, considerando sia il risparmio energetico e l’efficienza economica, sia la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini.

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