Da quasi tre anni, la Casa della Carità di Lecco si propone come luogo di accoglienza e sostegno per chi affronta un periodo difficile. Una missione cresciuta grazie al contributo di più soggetti e che ha saputo diventare un punto di riferimento sul territorio.
I risultati sono frutto dell’impegno quotidiano di operatori e volontari, portato avanti attraverso la gratuità dell’opera di ascolto, aiuto e formazione delle persone in difficoltà, con l’obiettivo di sostenerle in un percorso di reinserimento.
Monsignor Delpini incontra la Casa della Carità di Lecco: tre anni di solidarietà
“Ci siamo sempre impegnati – spiega il responsabile Luciano Gualzetti – per far sì che la Casa sia aperta alla città e percepita come un luogo dove le persone possano sentirsi accolte e ascoltate, e non come un semplice erogatore di servizi. Per noi, l’accoglienza e l’assistenza passano dalla qualità delle relazioni costruite con le persone. L’intento è percorrere assieme un tratto di strada all’interno di una comunità guidata dalla solidarietà, dalla speranza e da una prospettiva di futuro”.
Questi temi saranno al centro dell’incontro con le parrocchie, le istituzioni e le associazioni d’impresa, in programma martedì 20 gennaio 2026 alle 18 alla Casa della Carità di via San Nicolò, alla presenza dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini.
Si partirà dai ringraziamenti a chi ha sostenuto l’azione della Casa della Carità, per poi illustrare quanto realizzato nei tre anni: la struttura è diventata un riferimento per chi vive situazioni difficili. I numeri, pur non raccontando la storia delle persone, danno un’idea della realtà quotidiana: più di 19.000 pasti preparati ogni anno dal servizio mensa; 6.000 pernottamenti annuali nel rifugio notturno; 60 tonnellate di prodotti alimentari distribuiti all’anno dall’emporio, raggiungendo 600 persone.
Oltre a questo, la Casa offre il Centro ascolto, servizi di guardaroba, lavanderia, deposito bagagli, docce e uno studio medico. Una realtà complessa che coinvolge circa dieci operatori e oltre duecento volontari. Nell’ambito del dialogo con il territorio, la Casa accoglie anche gruppi di giovani (scout e oratori) e promuove incontri nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi su migrazione e povertà.
La Casa della Carità è dunque uno spazio di accoglienza e relazioni, chiamato ogni giorno a rispondere ai bisogni di chi arriva da storie di vita complicate. La capacità di ascolto e di accoglienza nasce da un’organizzazione complessa, che lavora con risorse limitate ma mira a migliorare efficienza ed efficacia attraverso formazione degli operatori e dei volontari e ottimizzazione del modello organizzativo.
È un luogo di incontro e solidarietà che dialoga con le persone assistite e con le realtà lecchesi, cercando di impiegare al meglio le risorse disponibili. L’obiettivo è una struttura economicamente autonoma, in grado di collaborare con parrocchie, istituzioni, imprese e cittadini per realizzare progetti condivisi.
In quest’ottica, è stato avviato un dialogo con alcune realtà imprenditoriali per inserire gli ospiti della Casa della Carità in percorsi formativi e lavorativi, contribuendo al reinserimento sociale e alla riduzione della carenza di manodopera per le aziende locali.
“La Casa della Carità – conclude Luciano Gualzetti – vuole far crescere nelle comunità cristiane e civili la consapevolezza che la lotta alla povertà e l’impegno per una società più giusta e inclusiva non sono compito di specialisti, ma di ogni cittadino, istituzione e soggetto intermedio”.