Internazionale

Midterm Usa, guerra in Iran e benzina influenzano il voto

Il sondaggio Nbc assegna sette punti di vantaggio ai democratici e registra il 60% di giudizi negativi sul presidente.

Gli Stati Uniti votano per il rinnovo di una parte significativa delle istituzioni federali. Alle elezioni di metà mandato sono in palio tutti i 435 seggi della Camera, oltre un terzo dei 100 posti del Senato e 36 governatori. Il controllo del Congresso, attualmente nelle mani dei repubblicani, è dunque il principale obiettivo della sfida elettorale, che per molti osservatori assume anche il valore di un referendum sull’operato di Donald Trump.

Il peso del conflitto e dei prezzi

La guerra con l’Iran e il conseguente aumento del costo dei carburanti sono tra i temi che incidono maggiormente sull’orientamento degli elettori. Nelle ore precedenti all’apertura dei seggi, Trump ha cercato di rassicurare sulla possibilità di un accordo con Teheran, sostenendo sui social che i prezzi del petrolio stavano diminuendo in modo consistente proprio per le aspettative di una soluzione diplomatica.

Il presidente ha definito queste elezioni di metà mandato tra le più importanti della storia americana e ha attaccato il Partito democratico, accusandolo di aver presentato una lista di candidati estremista e pericolosa. I democratici contestano invece la linea della Casa Bianca e collegano direttamente il rincaro del carburante alla possibile entrata in guerra. Secondo l’opposizione, l’aumento dei prezzi smentisce le promesse di ridurre il costo della vita e si aggiunge alle difficoltà già provocate dall’inflazione e dal caro alimentari.

Il ragionamento dei democratici riguarda anche gli effetti indiretti del caro benzina. Quando aumentano benzina e diesel, infatti, crescono i costi per il trasporto delle merci e per la produzione, con possibili ripercussioni sui prezzi applicati nei supermercati. La Casa Bianca replica che il costo dei carburanti tornerà a scendere una volta concluso il conflitto e rivendica i risultati della propria strategia energetica.

Il quadro dei sondaggi

Un sondaggio nazionale di Nbc News, realizzato tra il 28 e il 30 ottobre, descrive uno scenario difficile per Trump. I democratici hanno un vantaggio di sette punti sui repubblicani nella corsa al controllo del Congresso, mentre il tasso di disapprovazione del presidente raggiunge il 60%, il livello più alto rilevato dall’indagine.

La rilevazione segnala inoltre una diffusa insoddisfazione per la situazione economica. Circa tre elettori su quattro si dichiarano scontenti dello stato del Paese e, per la prima volta in trent’anni di sondaggi Nbc, quanti giudicano insoddisfacenti le proprie condizioni finanziarie superano i soddisfatti: 51% contro 49%. Inflazione e costo della vita restano le principali preoccupazioni.

I democratici conservano un margine di un punto sulla gestione dell’inflazione, mentre i repubblicani sono avanti di due punti sull’economia e di cinque sulla corruzione. Nonostante il vantaggio nelle intenzioni di voto, il Partito democratico raccoglie un giudizio positivo dal 29% degli intervistati, contro il 38% del Partito repubblicano. La mobilitazione appare elevata: il 70% assegna un punteggio di 9 o 10 al proprio interesse per le urne, con i democratici avanti di 12 punti tra gli elettori più coinvolti. Tra i repubblicani, il gradimento di Trump arriva al 93% nell’area Maga, ma scende al 54% tra coloro che non si riconoscono nel movimento.