Le temperature elevate registrate sulla metropolitana di Torino durante l’estate hanno riaperto il dibattito sull’assenza di un sistema di climatizzazione a bordo dei treni. Per individuare possibili rimedi, Gtt, insieme a InfraTo, ha affidato a Siemens uno studio di fattibilità. La società tedesca è la stessa che circa vent’anni fa ha prodotto le motrici oggi in servizio.
Il tema è stato discusso in una commissione Trasporti del Comune, alla presenza dell’amministratore delegato di Gtt, Guido Mulè. Il problema deriva dalla conformazione delle gallerie, progettate senza prevedere lo spazio necessario per installare impianti di condizionamento sui convogli. Una situazione analoga, secondo quanto riferito durante la riunione, riguarda anche le metropolitane francesi di Lille e Lione.
La sostituzione dei tetti
Una prima ipotesi prevede la sostituzione del tetto delle carrozze per ricavare lo spazio destinato a sistemi di climatizzazione compatibili con le dimensioni della galleria. Siemens, inizialmente, aveva escluso la possibilità di intervenire sui treni esistenti, ma sta ora elaborando una valutazione tecnica ed economica su questa soluzione.
Il progetto avrebbe però conseguenze rilevanti sul servizio. Per modificare tutte le 58 carrozze sarebbe necessario un nuovo periodo di sospensioni e disagi, stimato in almeno tre anni. Gtt dovrà quindi mettere a confronto i costi, i tempi e i possibili benefici dell’intervento prima di assumere una decisione. Restano inoltre da individuare le necessarie coperture finanziarie.
Ricambio d’aria e conti della società
Tra le alternative è stata presa in considerazione anche l’apertura di piccoli finestrini sulle motrici attuali. Secondo Mulè, le aperture servirebbero soltanto a favorire il ricambio dell’aria e non garantirebbero un vero raffrescamento. Dovrebbero inoltre essere molto contenute per ragioni di sicurezza: eventuali oggetti lanciati all’esterno potrebbero attivare i sistemi automatici di arresto dei treni.
Nel corso della commissione, l’amministratore delegato ha richiamato anche l’impatto dei rincari dei carburanti sui bilanci di Gtt. Dall’inizio del 2026, il gruppo ha registrato costi aggiuntivi per 7 milioni di euro, di cui 5 milioni concentrati nel primo trimestre.
Da InfraTo sono invece arrivate rassicurazioni sul progetto della futura Metro 2. Il finanziamento, è stato spiegato, non sarebbe in discussione e l’iter procederebbe secondo le fasi previste. È in corso l’ultima gara per le opere civili e la commissione giudicatrice sta valutando le offerte, con l’obiettivo di individuare l’aggiudicatario entro la fine dell’anno.