Martina Gabbiani non c’è più da due anni, da quando un tumore al cervello ha infranto i suoi sogni, ma nella sua breve vita e nel modo in cui ha affrontato la malattia «ha risvegliato molti cuori». E’ partendo da questa consapevolezza che è nato il libro dedicato alla sua storia, che raccoglie le testimonianze di chi ha avuto modo di conoscere questa straordinaria 16enne di Carate Brianza, ex studentessa del liceo linguistico Candia di Seregno, e di chi, grazie a lei, si è sentito «risvegliato».
Un libro dedicato alla storia di Martina Gabbiani
«Martina. Hai risvegliato molti cuori», edizione Ares, scritto a quattro mani da Anna Ballarino e Anna Grillo, è stato recentemente presentato all’Istituto Candia, alla presenza di quasi trecento persone, con gli interventi delle autrici e di Lorenzo Cogliati, amico di Martina. Un momento intenso di memoria, gratitudine e speranza, nel ricordo dell’ex studentessa salita al Cielo nel dicembre 2023.
La testimonianza della sua ex professoressa
«Dice Platone che le cose più importanti non si possono scrivere, si possono solo affidare all’oralità – ha esordito Ballarino, attuale dirigente di scuola media a Paina di Giussano e già docente di Filosofia al Candia – Vi dirò cose che non sono scritte nel libro ma che susciteranno, spero, il desiderio di leggerlo e di porvi domande». Ha quindi descritto Martina, una ragazza a cui «piacevano la danza, il buon cibo, stare con gli amici. Era un’adolescente come tante, con il sogno di viaggiare e di vedere posti nuovi. La caratterizzavano il buon umore, una risata fragorosa e una spontaneità disarmante. Al termine del primo anno delle superiori era contenta, ma tante amicizie le sembravano superficiali, cercava qualcosa di più. Per questo decise di accettare l’invito degli insegnanti a partecipare a una vacanza in montagna di Gioventù Studentesca, il gruppo giovanile nato dall’esperienza di Comunione e Liberazione. Questa esperienza le aveva aperto un mondo di rapporti, di risate e anche di significato: uno stare insieme che non dimentica il senso delle cose».
La forza con cui ha affrontato il tumore
Poco più di un mese dopo, però, l’11 febbraio 2023, dopo un mal di testa in apparenza banale e dolori alle gambe, la ragazza è stata ricoverata.
«Con la sua semplicità scriveva sul gruppo di classe: “Ho un tumore” – ha proseguito Ballarino – Sono seguiti dieci mesi in cui la vita di Martina e della sua famiglia è stata sconvolta: due operazioni, le cure chemioterapiche, la parrucca. Lei non si è persa d’animo e grazie a un prete missionario, don Vincent Nagle, cappellano della Fondazione Maddalena Grassi, ha iniziato a capire il senso del dolore e della malattia».
“All’inizio non accettava la malattia, ma poi diceva di essere felice nonostante tutto”
In pochi mesi le sue condizioni sono precipitate e a fine ottobre ha chiesto agli amici di Gioventù Studentesca di andare ad Assisi durante le vacanze invernali per pregare Carlo Acutis, il beato, ora santo, morto di leucemia a 15 anni, la cui vicenda sentiva molto simile alla sua. Ai primi di dicembre ha consegnato a don Nagle quello che aveva imparato:
«C’è stato un periodo in cui chiedevo a Gesù di farmi morire, perché non riuscivo più a soffrire in questo modo, ma adesso sono felice, perché l’amore che sto ricevendo è più grande del dolore che sto sopportando».
“Martina ha risvegliato molti cuori”
Il 27 dicembre 2023 terminava il suo cammino terreno.
«La sua storia ha tanti altri protagonisti: i genitori, la sorella Cecilia, i nonni e i familiari, gli amici e i compagni – ha concluso Ballarino – In chi l’ha incontrata ha lasciato un segno, ha fatto nascere interrogativi».
E anche in occasione della presentazione del libro non sono mancate le domande, soprattutto da parte degli studenti delle medie: «Qual è il senso del dolore? Come fa a non mancarci Martina?». E’ stata Martina stessa a rispondere, quando, ormai consapevole che le mancava poco da vivere, aveva confidato a un’amica: «Non preoccuparti, io sarò sempre con voi».