Pozzuolo Martesana (MI)

L’Oasi della Martesana diventa un “hub” per l’avifauna di tutta la Lombardia

L'ex cava di Pozzuolo Martesana è stata scelta per un progetto di Regione Lombardia che prevede la realizzazione di venti isole vegetali galleggianti per favorire la riproduzione degli uccelli migratori

L’Oasi della Martesana diventa un “hub” per l’avifauna di tutta la Lombardia

L’Oasi della Martesana di Pozzuolo è spesso presa a riferimento come esempio virtuoso: una ferita del territorio (una cava di sabbia e ghiaia utilizzata per realizzare la Teem) che è stata trasformata in uno spazio naturale tramite una riqualificazione ambientale e che oggi accoglie un elevato numero di specie vegetali e animali, tra cui specie protette e di pregio. Caratteristiche positive che sono state riconosciute anche da Regione Lombardia, che nei mesi scorsi ha cercato su tutto il territorio delle aree adatte a un progetto che si pone l’obiettivo di favorire la nidificazione dell’avifauna migratoria e, nello specifico, di moretta, moretta tabaccata e moriglione. Tra le scelte anche l’Oasi della Martesana, ritenuta idonea “in quanto presenta caratteristiche ecologiche ottimali per la riproduzione delle specie target”.

Un progetto regionale per l’Oasi della Martesana

In cosa si traduce tutto questo? Nell’installazione di venti isole vegetali galleggianti con l’obiettivo che diventino luogo adatto alla nidificazione. Quando avverrà l’intervento non è ancora stato definitivo, dipende infatti dall’iter burocratico per l’assegnazione dei lavori, ma il periodo individuato è compreso tra settembre e ottobre 2026, “compatibilmente con le tempistiche della procedura di gara in corso e le condizioni idrologiche e ambientali del sito”.

Al di là dell’importanza del progetto, dietro alla prossima installazione delle isole c’è un aspetto che non può essere ignorato e che ha altrettanta importanza. Il progetto prevede, infatti, che gli spazi di nidificazione restino al loro posto per almeno cinque anni. Un lasso di tempo che va oltre la convenzione in essere tra Comune e Wwf, il gestore dell’area naturale, in scadenza a fine 2028, e anche oltre il mandato dell’attuale Amministrazione, che scadrà nel 2029. In sostanza, quindi, si “impegna” il futuro dell’Oasi in modo tale che resti con la stessa vocazione attuale, indipendentemente da ciò che sarà.

Le parole del Wwf che gestisce l’area

“Quello di Regione è un intervento che fa piacere, anche se resta il dispiacere che queste specie allo stesso tempo sia ancora oggetto di attività venatoria – ha sottolineato Antonio Delle Monache, referente Wwf – Vorremmo che l’Oasi continuasse a essere un esempio di come aree marginali, con una gestione differente da quella di un laghetto di pesca o di un parco cittadino, possano diventare importanti luoghi di biodiversità. E se ogni Comune creasse degli angoli destinati alla natura con fruibilità mirata e di conservazione, anche un territorio impattato come la provincia di Milano recupererebbe importanti spot di biodiversità. Speriamo che tanti altri Comuni seguano l’esempio di Pozzuolo”.

Intanto, in attesa delle nuove isole vegetali, nei giorni scorsi i volontari Wwf si sono rimboccati le maniche e hanno realizzato diversi interventi di manutenzione: sono state posizionate nuove zattere per facilitare la sosta degli uccelli migratori, sono stati effettuati lavori di manutenzione degli osservatori e della cartellonistica e molto altro, con l’obiettivo di rendere l’Oasi sempre più accogliente per la fauna e per i visitatori.