Leone XIV ha richiamato l’attenzione sui rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di mantenere il controllo umano sulle decisioni che riguardano la vita delle persone. Il Pontefice è intervenuto durante l’udienza concessa ai partecipanti al Congresso annuale dell’Istituto Internazionale delle Scienze Amministrative, organizzato a Roma dal 24 al 27 agosto all’Università Sapienza.
Il controllo sulle nuove tecnologie
Nel suo discorso, il Papa ha sottolineato la rapidità con cui avanzano le innovazioni nel campo dell’IA, ponendo una serie di interrogativi sulla capacità della società di governare strumenti sempre più presenti nella vita quotidiana. Tra i temi indicati c’è il rischio che l’uomo possa diventare vittima delle proprie invenzioni e che decisioni riguardanti l’esistenza umana vengano affidate a macchine.
Secondo il Pontefice, la situazione richiede l’elaborazione di un’etica capace di accompagnare l’impiego delle tecnologie digitali. Gli strumenti di intelligenza artificiale, ha osservato, tendono a concentrarsi nelle mani di grandi soggetti economici e tecnologici, mentre gli Stati possono incontrare difficoltà nel controllarne sviluppo e utilizzo. Per questo, ha sostenuto, è necessario evitare che il bene della famiglia umana venga subordinato a interessi privati.
Un appello a prudenza e responsabilità
Leone XIV ha collegato il tema del congresso alla tutela della persona nell’era digitale e ha ribadito il carattere insostituibile dell’intelligenza umana rispetto agli strumenti tecnologici. Le riflessioni degli esperti e i lavori dell’incontro, ha spiegato, possono aiutare le autorità ad assumere decisioni orientate al bene dell’umanità, in un contesto nel quale la tecnologia interessa ormai ogni livello della vita sociale.
Il Pontefice ha inoltre difeso la necessità di controlli rigorosi e, in alcuni casi, di un rallentamento nell’adozione dell’IA. Una scelta di questo tipo, ha chiarito, non rappresenterebbe un rifiuto del progresso, ma una forma di attenzione responsabile verso la collettività. Il richiamo è stato inserito nel quadro della sua recente enciclica, Magnifica Humanitas, dedicata ai rapporti tra innovazione tecnologica e tutela della persona.
Nel messaggio conclusivo, il Papa ha incoraggiato i partecipanti a proseguire le ricerche e a individuare modalità concrete per sostenere la pubblica amministrazione. L’obiettivo indicato è un’umanizzazione delle tecnologie digitali, affinché possano essere utilizzate come strumenti al servizio della vita e della pace, senza sostituire la responsabilità delle persone e delle istituzioni.