Lecco (LC)

Lecco: la lotta di una mamma per i centri estivi: “Soldi per i fiori sì, per i bambini no”

La battaglia di Daniela Garofalo contro il Comune di Lecco: nessun aiuto per le famiglie della fascia grigia alle prese con costi sempre più pesanti

Lecco: la lotta di una mamma per i centri estivi: “Soldi per i fiori sì, per i bambini no”

«Ci sono i soldi per i fiori nelle aiuole ma non ci sono per aiutare le famiglie a mandare i bambini al centro estivo». Per un anno Daniela Garofalo, 38 anni, ha combattuto una vera e propria battaglia per ottenere maggiori sostegni per le famiglie che fanno fatica a mandare i propri figli al summer camp.

Lei, mamma di una bimba di 4 anni e di un ragazzo di 13, fa parte di quelle tante famiglie che si ritrovano nella cosiddetta fascia grigia: entrambi i coniugi lavorano, ma le spese ordinarie e il mutuo le costringono ad arrivare tirati alla fine del mese.

La “guerra” di Daniela Garofalo era partita lo scorso anno proprio dalle pagine del Giornale di Lecco ed era rimbalzata sulle testate nazionali e in televisione, passando per alcune emittenti radiofoniche. Non solo perché aveva dovuto mettere in atto una colletta tra i parenti per poter mandare la figlia al grest, ma anche perché la problematica è molto sentita e condivisa.

Lecco: la lotta di una mamma per i centri estivi: “Soldi per i fiori sì, per i bambini no”

Al tam tam mediatico ha fatto seguito un anno di mail, telefonate e incontri con il Comune, conclusosi la scorsa settimana con un netto rifiuto. Palazzo Bovara non ha «avanzi di bilancio per aiutare le famiglie che faticano a trovare 535 euro per un mese di centro estivo».

È delusa, molto delusa, Daniela Garofalo, ma non ha intenzione di arrendersi.

«Noi non siamo una famiglia indigente – premette – io lavoro come addetta alle pulizie e mio marito è operaio, ma abbiamo due figli e un mutuo di 550 euro per la casa. Questo significa che sborsare 535 euro per un centro estivo per il mese di luglio è un problema, soprattutto se, come nel mio caso, i figli sono due. E come la nostra ci sono tante altre famiglie che devono tirare la cinghia».

Nel corso dell’ultimo anno Daniela Garofalo ha cercato di perorare la causa: «Ho scritto montagne di mail e mi sono affidata a chiunque potesse aiutarmi. L’ultimo incontro, l’8 aprile, con alcuni membri della Giunta si è concluso con un “non ci sono soldi”. Ma già il fatto che abbiano verificato se avanzava qualche briciola è deprimente».

E aggiunge: «La permanenza dei bambini nei centri estivi non dovrebbe essere più prioritaria dei fiori nelle aiuole? Questo è un problema che riguarda molte famiglie. Lecco è una città amica dei bambini, ma su questo tema non si vede».

Intanto, la famiglia dovrà sborsare oltre mille euro per entrambi i figli. Senza aiuti, Daniela Garofalo ha trovato una soluzione fai-da-te: «Ho comprato un salvadanaio in cui metto via qualcosa ogni mese. Ma spesso sono costretta a togliere quei soldi per le emergenze. Il centro estivo resta un lusso, non un’esigenza».

La rabbia resta forte: «Abbiamo davanti altre due estati di sacrifici. E anche gli oratori non sono economici: per mio figlio spenderemo circa 300 euro, escluse gite e pasti. Per sostenere queste spese servirebbe uno stipendio in più».

Non le resta che continuare a far sentire la sua voce: Daniela Garofalo si è rivolta ancora una volta al giornale.

«Una città amica dei bambini dovrebbe aiutare le famiglie, non costringerle a pagare rette elevate che negano a tanti bimbi il diritto alla socializzazione. È follia che un bambino non possa stare con i coetanei per motivi economici».

E conclude: «Continuerò a farmi sentire. Scriverò mail, parlerò sui social. Questa vicenda non finisce qui. Tutti devono sapere quello che sta succedendo».