Primaluna (LC)

La primaria Diaz di San Giovanni di Lecco in visita alle miniere

Una giornata speciale nel sottosuolo

La primaria Diaz di San Giovanni di Lecco in visita alle miniere

Non una semplice uscita didattica, ma un vero tuffo nel cuore della montagna. Gli alunni delle quinte A e B della Scuola primaria “A. Diaz” di San Giovanni, Lecco, hanno trascorso una giornata diversa dal solito tra le gallerie delle Miniere di Cortabbio, nel territorio comunale di Primaluna, uno dei siti più suggestivi e ricchi di storia dell’intera Valsassina.

La primaria Diaz di San Giovanni di Lecco in visita alle miniere

Accompagnati dalle guide, i ragazzi si sono addentrati per circa mille metri lungo cunicoli illuminati che penetrano nelle viscere della Grigna. Un percorso che consente di osservare da vicino ciò che sui banchi di scuola si affronta solo in teoria: stratificazioni rocciose, minerali, tracce di lavorazioni antiche. La lezione di geologia, per un giorno, si è trasformata in un’esperienza concreta, fatta di pareti umide, giochi di luce e silenzi profondi.

Le gallerie raccontano una storia che affonda le radici nella metà dell’Ottocento, quando qui si estraeva la barite, minerale prezioso impiegato in diversi ambiti produttivi, dall’industria alimentare a quella cartaria, fino ad applicazioni in campo medico. Camminando sotto terra, i bambini hanno potuto comprendere quanto quell’attività abbia inciso non solo sulla conformazione della montagna, ma anche sull’economia e sullo sviluppo del territorio valsassinese.

Durante la visita hanno osservato strumenti originali, carrelli e attrezzi utilizzati dai minatori, veri testimoni di un lavoro duro e faticoso. Toccare le rocce, riconoscere le diverse tipologie di minerali, ascoltare i racconti legati alla vita quotidiana in miniera ha reso tutto più immediato. La temperatura costante, l’umidità e l’atmosfera sospesa del sottosuolo hanno amplificato la sensazione di trovarsi in un altro tempo, lontano dal frastuono della superficie.

Oggi le Miniere di Cortabbio rappresentano un patrimonio culturale e scientifico di primo piano, dove natura e memoria si intrecciano. Un luogo che, nei secoli, ha attirato l’attenzione anche di osservatori illustri: durante i suoi soggiorni in Lombardia, Leonardo da Vinci annotò nel Codice Atlantico la ricchezza mineraria della valle, citando la presenza di vene di ferro, rame, argento e piombo. Sapere di trovarsi in uno scenario che affascinò persino il genio rinascimentale ha aggiunto ulteriore suggestione all’esperienza dei ragazzi.

Per gli alunni delle due quinte, quella a Cortabbio è stata molto più di una gita scolastica. È stata l’occasione per trasformare la curiosità in scoperta, per vedere con i propri occhi come la montagna custodisca segreti millenari e per comprendere che dietro ogni pagina del libro di scienze si nasconde una storia reale, fatta di uomini, fatica e risorse naturali. Un viaggio nelle profondità della terra capace di lasciare un segno destinato a durare nel tempo.