La Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro compie 40 anni

«Il 2026 è un anno speciale per Candiolo e per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che in questi anni è diventata uno dei motori della cura e della ricerca oncologica in Italia, grazie ai suoi sostenitori. Il nuovo indirizzo - commenta Allegra Agnelli, presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro - è un riconoscimento all’impegno di questi quarant’anni di attività, insieme alla nascita del Giardino della Ricerca e al progetto del Miele di Candiolo: tasselli di un percorso che conferma la volontà della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di rendere sempre più riconoscibile e vivo il legame tra ricerca, territorio e persone».

La Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro compie 40 anni

La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro compie 40 anni, e a testimonianza dell’impatto del lavoro svolto dal 1986 in campo oncologico, la strada dove sorge l’Istituto di Candiolo-IRCCS e dove opera la Fondazione avrà un nuovo nome: viale della Ricerca.

Compie 40 anni la Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro

Il via libera è arrivato dopo l’approvazione della Città Metropolitana di Torino e il parere favorevole e unanime del Comune di Candiolo, a conferma del profondo legame tra la Fondazione, l’Istituto di Candiolo e la Comunità. Il nuovo toponimo valorizza il lavoro quotidiano di ricercatrici, ricercatori, clinici e di tutto il personale che, insieme ai sostenitori della Fondazione, contribuiscono allo sviluppo di percorsi diagnostici e terapeutici innovativi per fornire ai pazienti cure sempre più personalizzate. Per il 2026 la Fondazione sta dando vita a un nuovo spazio verde: il “Giardino della Ricerca”, un’area simbolica e accogliente situata all’ingresso dell’Istituto. Il progetto nasce con l’obiettivo di creare un ambiente che rappresenti, anche visivamente, la crescita, la cura e la speranza che animano l’attività di Candiolo. Tra le nuove iniziative, prende forma anche un altro progetto la produzione di Bee Honey, il miele di Candiolo, grazie all’installazione di arnie all’interno dell’area dell’Istituto. Le api, fondamentali per la biodiversità, diventano così simbolo di un ecosistema che vive, cresce e porta frutto, proprio come la ricerca. L’area che fa capo alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro si estende per 145 ettari, con una fauna variegata: 95 specie di uccelli, 29 specie di mammiferi, 6 specie di anfibi e 3 di rettili.

«Il 2026 è un anno speciale per Candiolo e per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che in questi anni è diventata uno dei motori della cura e della ricerca oncologica in Italia, grazie ai suoi sostenitori. Il nuovo indirizzo – commenta Allegra Agnelli, presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – è un riconoscimento all’impegno di questi quarant’anni di attività, insieme alla nascita del Giardino della Ricerca e al progetto del Miele di Candiolo: tasselli di un percorso che conferma la volontà della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di rendere sempre più riconoscibile e vivo il legame tra ricerca, territorio e persone».