Bergamo (BG)

Iraniani e bergamaschi scendono in piazza Pontida per festeggiare «la fine della dittatura»

Musica, balli, brindisi alla morte di Ali Khamenei. Tra loro italiani (soprattutto trentenni), la comunità iraniana e qualche politico

Iraniani e bergamaschi scendono in piazza Pontida per festeggiare «la fine della dittatura»

Ieri, lunedì 2 marzo, in piazza Pontida un centinaio di persone si sono riunite per festeggiare «la fine della dittatura» iraniana. Balli, musica, brindisi alla morte di Ali Khamenei. Tra loro la comunità iraniana, diversi italiani e qualche politico, anche se pochi.

Voci dalla piazza

Tra chi si è dato appuntamento in piazza Pontida per alzare il bicchiere di spumante al cielo, numerosi iraniani: c’è chi sogna di tornare in patria, dopo essere scappato trent’anni fa. Ma ci sono anche bergamaschi, intervistati da Corriere Bergamo, avvolti in bandiere israeliane e americane.

Shenghi Taba è l’organizzatrice dell’evento. «Non è questa la guerra, ma quella dei decenni sotto il regime – ha commentato -. Le immagini della piazza di Teheran che piange per la fine di Khamenei? Tutti pagati dal regime. Ora il futuro passa dal figlio dello Scià».

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Papavero Sheghi (@sheghipapavero)

L’età media dei presenti è trent’anni, molti dei quali studiano a Milano, dove c’è stata un’altra manifestazione dai volumi più importanti. C’è chi sottolinea: «Questa piazza avrebbe potuto essere più piena. Come piene ne abbiamo viste, ma solo di pro-Pal».

Carlo Saffioti, ex consigliere regionale di Forza Italia, è uno dei pochi politici scesi in piazza, oltre a qualche rappresentante di Azione. Si è detto «colpito dall’assenza dei nostri studenti». «In ogni caso – ha aggiunto – questo è il momento dei giovani iraniani».