Il Tribunale di Viterbo ha presentato un percorso di innovazione organizzativa sviluppato insieme all’Università degli Studi della Tuscia. L’esperienza, incentrata sul Bilancio sociale e sulla mappatura dei processi, è stata illustrata durante il convegno Innovare la Giustizia: dal bilancio sociale alla mappatura dei processi, che si è svolto il 30 ottobre 2026 nell’Ateneo viterbese.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti del Ministero della Giustizia, del Consiglio d’Europa, della magistratura e del mondo accademico. Al centro dei lavori sono stati gli strumenti per aumentare la trasparenza degli uffici giudiziari, misurare i risultati e rendere più efficiente l’organizzazione delle attività. Il modello sperimentato a Viterbo, secondo quanto emerso, potrebbe essere adottato anche da altre realtà giudiziarie italiane.
Il Bilancio sociale come strumento di valutazione
I lavori, coordinati dalla professoressa Rosa Ruggiero, sono stati aperti dai saluti istituzionali. Il presidente del Tribunale, Francesco Oddi, ha sottolineato il valore della collaborazione con l’Università della Tuscia, mentre Anna Maria Pagliari ha richiamato l’importanza della coesione interna e della sinergia tra le diverse componenti dell’ufficio. Il procuratore della Repubblica Mario Palazzi ha annunciato che il prossimo obiettivo sarà la redazione del Bilancio sociale della Procura.
Il documento consente di rappresentare l’attività degli uffici giudiziari attraverso indicatori quantitativi e qualitativi. Tra gli elementi analizzati rientrano le risorse umane, il numero dei magistrati, l’andamento dei procedimenti pendenti e di quelli da definire, oltre agli aspetti organizzativi che incidono sul funzionamento della giustizia. Il professor Stefano Fapperdue ha illustrato metodologia, criteri di elaborazione e risultati dell’esperienza viterbese.
Federica Viapiana, della Commissione europea per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa, ha evidenziato l’attenzione riservata alla dimensione umana e all’esperienza degli operatori, oltre la valutazione statistica tradizionale. Tra gli strumenti utilizzati figurano i focus group, che permettono di affiancare ai dati numerici informazioni qualitative sulle dinamiche interne. Fabio Monteduro, presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione del Ministero della Giustizia, ha definito il Bilancio sociale anche un supporto alla gestione e alla creazione di valore pubblico.
La mappatura dei processi
La parte principale del convegno è stata dedicata alla mappatura dei processi del Tribunale. Il professor Alessandro Ruggieri ha ricostruito le tappe della collaborazione tra Ateneo e ufficio giudiziario, spiegando come i diagrammi di flusso consentano di rappresentare le attività, i collegamenti e i passaggi operativi, individuando possibili aree di miglioramento. I risultati confluiranno nella prossima edizione del Bilancio sociale.
Il dirigente del Tribunale, Paolo Stavagna, ha affrontato il tema dell’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento al nuovo Ufficio per il Processo e ai funzionari ex AUPP, oggi funzionari giudiziari. L’obiettivo indicato è trovare un equilibrio tra supporto alla giurisdizione ed esigenze amministrative, attraverso gruppi di lavoro integrati e una maggiore responsabilità condivisa.
Rosa Patrizia Sinisi, vicecapo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, ha richiamato le esperienze sviluppate in Irlanda e Spagna, auspicando che la mappatura diventi una pratica ordinaria negli uffici italiani. Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli ed ex presidente del Tribunale di Viterbo, ha infine indicato l’esperienza come una buona pratica da consolidare, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni giudiziarie e università.
Tra le prospettive emerse figura la creazione di una banca dati nazionale dei Bilanci sociali presso il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministero della Giustizia, basata su criteri omogenei. Il percorso avviato a Viterbo coinvolge Tribunale, Procura e Università della Tuscia e punta a rendere l’amministrazione della giustizia più trasparente, misurabile ed efficiente.