Ci sono storie che profumano di scelte coraggiose. È il caso di Maria Grazia Muscaglione e della sua gelateria, “Il Sorbettone”, che lunedì 30 marzo ha spento ben trenta candeline di attività. Un traguardo storico per Osio Sotto, celebrato tra palloncini, gadget, torte e l’abbraccio caloroso di un’intera comunità.
Al taglio della torta non è voluto mancare il sindaco Corrado Quarti, arrivato con tanto di fascia tricolore e accompagnato da due assessori per consegnare a Maria Grazia una targa celebrativa. Ed è proprio lì, davanti al riconoscimento per questi tre decenni di lavoro, che tra gli applausi dei clienti è scappata una lacrimuccia di commozione.
«Se sei arrivata fin qui, qualcosa di buono l’hai fatto», ha commentato con ironia il primo cittadino, ricordando come oggi, in un contesto in cui il piccolo commercio soffre, resistere per trent’anni sia un’impresa straordinaria.
La storia de “Il Sorbettone” nasce da quella che Maria Grazia definisce una follia iniziata nell’agosto del 1995. All’epoca faceva l’impiegata a Dalmine, in un ufficio pubblicità dove correggeva bozze di cataloghi. Un cambio di dirigenza poco gradito le fece capire che era giunto il momento di cambiare vita. Nonostante lo scetticismo iniziale della famiglia, contraria alle dimissioni da un posto sicuro, a marzo del 1996 alzava per la prima volta la saracinesca a Osio Sotto.
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I 30 anni de Il Sorbettone

Festa per i 30 anni de Il Sorbettone

Maria Grazia Muscaglione

Maria Grazia Muscaglione e il sindaco di Osio Sotto, Corrado Quarti
«Io abito a Ciserano, ma ho puntato subito su Osio perché è un paese grande e mi è piaciuto immediatamente. Ero sicura di voler aprire qui», racconta la titolare. Una scommessa vinta, che l’ha portata ad attraversare le generazioni: «Ho visto crescere i bambini degli anni Novanta, che oggi vengono qui a prendere il gelato con i loro figli. È una gioia immensa».
Oggi Maria Grazia ammette che, con i tempi che corrono, non si rimetterebbe in gioco. Servono una passione e un’energia fuori dal comune. Gli ultimi anni, tra l’impatto del Covid e il susseguirsi di inverni difficili per motivi personali, sono stati complessi. L’attività è stagionale, essendo aperti da marzo a ottobre, e la gestione del lavoro non è sempre semplice: d’estate si lavora quando gli altri si divertono e non ci si gode le vacanze.
A cambiare, secondo la titolare, sono state proprio le abitudini delle persone: «Si vive meno il paese. Un tempo, d’estate, la sera c’era in giro il mondo a piedi o in bicicletta. Oggi le persone escono molto meno, preferiscono restare a casa con l’aria condizionata e i tablet». Ma “Il Sorbettone” resiste, forte di un rapporto umano insostituibile.
In un mondo dominato dal marketing digitale, Maria Grazia va controcorrente. I social li usa pochissimo, aiutata ogni tanto dalla nipote. «I like non sempre corrispondono alle persone che poi vengono a riempire il locale. Quando il gelato è buono, si fa pubblicità da sé». Niente pozzetti chiusi o carapine nella sua gelateria: il gelato deve essere a vista perché «anche l’occhio vuole la sua parte».
Tra gli aneddoti sorride pensando ai clienti che chiedono gusti senza latte per poi scegliere creme tradizionali, ma la vera benzina per andare avanti – almeno fino alla meritata pensione che spera arrivi tra sei anni – sono i più piccoli. «Tutta la stanchezza svanisce quando arrivano i bambini con gli occhioni spalancati a dirti: “Che buono il tuo gelato, siamo stati in un’altra gelateria ma non è come il tuo”». Ed è proprio questa la magia del commercio di paese.