Il lotto del raddoppio ferroviario tra Genga e Serra San Quirico ha rispettato la scadenza prevista dal Pnrr. L’intervento, commissionato da Rfi al Consorzio Eteria, è stato realizzato in circa un anno e mezzo e rappresenta uno dei tasselli del potenziamento della direttrice Est-Ovest sulla linea Orte-Falconara.
L’opera si sviluppa per circa il 60% in galleria e comprende quattro viadotti. Una volta completato il lotto, il miglioramento dell’infrastruttura consentirà di ridurre i tempi di percorrenza fino a 20 minuti, contribuendo ad accorciare il collegamento ferroviario tra Ancona e Roma.
Un investimento da 545 milioni
Il valore complessivo dell’intervento è stimato in 545 milioni di euro, di cui 304 milioni finanziati attraverso il Pnrr. Proprio le scadenze legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza hanno imposto un cronoprogramma particolarmente serrato, favorendo l’avanzamento dei lavori. Per il completamento totale del lotto 2, tuttavia, il traguardo indicato è novembre 2027.
Il quadro resta più complesso per gli altri segmenti della direttrice. Il lotto 1, tra Pm228 e Genga, e il lotto 3, tra Serra San Quirico e Castelplanio, sono ancora nella fase di progettazione, anche se entrambi hanno raggiunto un livello avanzato. Per il primo è terminato il dibattito pubblico e ora si sta sviluppando il progetto per recepire le proposte migliorative emerse.
La parte iniziale del lotto 1 prevede una modifica della linea esistente Pm228-Albacina, con lo spostamento verso sud dei binari per consentire l’inserimento dei due nuovi tracciati. È inoltre prevista la realizzazione del bivio Sud Albacina, destinato a collegare le due linee ferroviarie. Per il lotto 3, l’obiettivo è concludere l’iter progettuale tra la fine dell’anno e i primi mesi del successivo.
I tratti ancora in ritardo
La situazione è più arretrata per le tratte Terni-Spoleto e Fabriano-Foligno. Nel primo caso si è resa necessaria una revisione del progetto, risalente ai primi anni Duemila e ormai superato. Per il collegamento tra Fabriano e Foligno, invece, il progetto preliminare era stato trasmesso al Mit nel 2003, ma l’assenza di finanziamenti ne aveva bloccato l’iter.
Il costo stimato per quest’ultimo intervento supera oggi i 2 miliardi di euro, una cifra che rende difficile ipotizzare in tempi brevi il reperimento delle risorse e l’apertura dei cantieri. Il Pnrr ha quindi permesso di imprimere un’accelerazione decisiva almeno a uno dei lotti, ma sul resto della linea restano incerti sia il finanziamento sia il cronoprogramma.