Il Collegio De Filippi di Arona a 8 anni dalla sua chiusura: IL VIDEO

Tutto sembra rimasto congelato al 2018

Il Collegio De Filippi di Arona a 8 anni dalla sua chiusura: IL VIDEO

Cosa sono i video Urbex? Fabbriche dismesse, ville e ospedali fantasma, vecchi capannoni. È questo il mondo dell’urbex, abbreviazione di urban exploration: consiste nell’esplorare luoghi abbandonati o disabitati, documentandoli attraverso fotografie e video da pubblicare sul web.
Ed è proprio uno di questi particolarissimi video, realizzato poche settimane fa, a riaccendere i riflettori sul Collegio De Filippi a San Carlo.

La chiusura del Collegio nel 2018

La struttura, come tutti sanno, ha visto ospitare tre prestigiose scuole superiori: il liceo linguistico, l’istituto per geometri e alberghiera. Venerdì 8 giugno 2018, però, la campanella suonò per l’ultima volta. Non si era concluso solo l’anno scolastico 2017/2018 come nelle altre scuole ma si era chiuso, per sempre, il portone in legno che si affaccia sul piazzale di San Carlo.

Purtroppo la scuola, entrata in crisi, non ha saputo riprendersi fino ad arrivare alla decisione della chiusura: le entrate derivanti dalle rette riuscivano a coprire solo il 50% delle uscite, aveva spiegato la curia. Oltre al rammarico per i due indirizzi di studio persi da Arona (il linguistico ha poi aperto alle Marcelline ndr) la domanda allora come oggi è una sola: cosa ne sarà dell’imponente edificio sul piazzale di San Carlo?

A soddisfare la curiosità dei tanti aronesi nonché degli ex alunni è stato Urbex MJ che ha pubblicato sul proprio canale youtube un video all’interno della struttura che ha dell’incredibile: tutto, infatti, sembra rimasto “congelato” al 2018. E’ quasi come se si fosse fuggiti in fretta e furia lasciando gli armadi pieni di panni al secondo piano, nella zona del convitto, le cucine con tutti i macchinari, pentolame, bicchieri, tazzine.

L’edifico, come si nota, porta i segni del tempo trascorso ma gli interni risultano esattamente come i tanti ragazzi, oggi uomini e donne, ricordano perfettamente. Il palestrone sotterraneo (che alle prime piogge diventava una sorta di piscina) con il canestro e i palloni ancora a terra.


La palestrina
con tutta l’attrezzatura tra cavallina, materassi e spogliatoi integri. Il tavolo da ping pong che precedeva l’ingresso alla zona riservata alle classi dell’alberghiera.

E ancora il lunghissimo corridoio che congiungeva un indirizzo, il linguistico con tutte le sue classi, alla zona di ricevimento e cucine dell’Ipsar: l’ufficio del preside con alcuni libri e poi tutte le foto incorniciate degli ex alunni ancora appese alla pareti.

Il bar, luogo di ritrovo all’intervallo con le coppe ancora esposte. Ma anche l’aula di informatica con tutti i computer al loro posto. Al piano superiore, la zona del convitto con i letti con materassi e lenzuola, le aule dei geometri e il laboratorio di chimica con esposte un’infinita quantità di pietre catalogate.


L’esterno
, quello sì, porta i maggiori segni del tempo trascorso: i campi da pallavolo, da basket ma soprattutto il portico invasi dalle erbacce, le lapidi in memoria degli ex alunni scomparsi non si vedono ormai più come anche il campo da calcio.

La chiesetta chiusa come chiuso, da 8 anni, l’enorme portone di legno dell’ingresso in attesa che qualcuno lo riapra e ridia pregio a un luogo che ha messo “le scarpe” a tanti giovani pronti a correre verso la vita.

QUI IL VIDEO COMPLETO