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Il cambiamento come scelta per affrontare il presente

Politica, ambiente e partecipazione: la trasformazione viene indicata quale passaggio necessario.

Il rapporto tra paura e cambiamento è il punto di partenza di una riflessione che richiama una celebre battuta del film di Massimo Troisi Ricomincio da tre. La frase, pronunciata dal personaggio interpretato da Lello Arena e rivolta a Gaetano, richiama un pensiero attribuito al filosofo francese Michel de Montaigne: chi parte sa da cosa fugge, ma non sa cosa cerca.

Lo stesso tema riaffiora nel proverbio secondo cui chi abbandona la strada vecchia conosce ciò che lascia, ma non ciò che troverà. Un’espressione diventata anche il titolo di una commedia ottocentesca di Giuseppe Giacosa. Il filo comune è l’incertezza che accompagna ogni svolta, a fronte del ruolo decisivo che il continuo divenire ha avuto nell’evoluzione e nella sopravvivenza della specie umana.

Una necessità che riguarda la società

Nella riflessione proposta, il cambiamento non viene considerato soltanto un fenomeno inevitabile, ma anche un’opportunità di crescita. La necessità di modificare comportamenti e prospettive viene collegata alle tensioni dell’attualità: dalla qualità della democrazia in diversi Paesi al rapporto con il prossimo, fino al superamento di atteggiamenti settari e di casta.

Tra gli ambiti indicati figurano anche il rapporto tra uomo e ambiente, la distribuzione della ricchezza e la destinazione delle risorse pubbliche. L’invito è a rivedere le priorità, spostando attenzione e investimenti dalla dimensione bellica al welfare e al benessere generale. La stessa esigenza viene estesa al confronto politico, alla partecipazione dei cittadini e ai linguaggi utilizzati dalle istituzioni e dal mondo dell’informazione.

Dalla consapevolezza all’azione

Un passaggio specifico riguarda il modo di raccontare le nuove generazioni, con l’auspicio che ai giovani venga riconosciuto maggiore spazio per esprimersi direttamente. L’elenco comprende inoltre la necessità di superare la disaffezione e di recuperare una partecipazione più ampia alla vita pubblica.

Il testo richiama infine il modello elaborato nel 1982 da James Prochaska e Carlo DiClemente, studiosi di psicologia che hanno sistematizzato i processi del cambiamento. Il loro approccio, noto come cambiamento intenzionale, individua un percorso articolato in più fasi: dalla consapevolezza all’intenzione, dalla determinazione all’azione.

La conclusione affida direttamente al lettore la domanda sul proprio livello di coinvolgimento e sulla disponibilità a modificare abitudini, idee e comportamenti. Il cambiamento viene così presentato non solo come una condizione imposta dagli eventi, ma come una scelta consapevole da tradurre in azioni concrete.