Il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali da meritare una legge. Stiamo parlando dei cammini d’Italia e dei tanti pellegrini o viaggiatori che li percorrono. Nei giorni scorsi, infatti, con 243 voti favorevoli e nessun contrario, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la proposta di legge recante disposizioni per la promozione e la valorizzazione, appunto, dei cammini d’Italia. E se tanto mi dà tanto, un po’ del successo registrato al botteghino del film “Buen Camino” di Checco Zalone, senza nulla togliere alla bravura del comico pugliese, forse può essere dovuto anche a questo fenomeno.
I numeri
Poi entreremo nei termini della proposta di legge, ma per capirne la “necessità” bisogna partire dai numeri. Secondo il dossier “Italia, Paese di Cammini”, presentato da Terre di Mezzo Editore che da 8 anni promuove un questionario online nel mondo dei Cammini italiani e realizzato in collaborazione con Appennino Slow, Walk+, la community di Cammini d’Italia e l’Associazione Europea delle Vie Francigene, nel 2024 i pernottamenti lungo i Cammini italiani hanno toccato la quota di 1 milione e 435 mila, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente.
E quanti sarebbero i camminatori registrati lungo i circa 160 percorsi presi in considerazione dall’indagine? Quelli “certificati” attraverso le Credenziali sono stati 122mila.
«Ma – spiegano quelli di Terre di Mezzo – tenendo conto, da quanto emerge dalle risposte, che il 26% di chi si mette in viaggio non ritira la Credenziale (cioè il “passaporto” del pellegrino che consente di dormire lungo gli itinerari in ospitalità convenzionate e, soprattutto, di ritirare il Testimonium una volta arrivati alla meta) e che 23 (su 122) dei Cammini che hanno fornito i dati non hanno o non rilasciano tale documento, possiamo dire che i camminatori del 2024 sono stati almeno 191.465 (erano 148 mila l’anno precedente). Si tratta di un aumento del 29% su base annua».
E non era stata da meno la crescita registrata a fine 2023: pellegrini e camminatori erano cresciuti del 24,4%. Secondo un’indagine precedente, nel 2017 erano solo 17 mila.
L’identikit del pellegrino/camminatore
Ma chi sono i camminatori italiani? E da dove provengono? Secondo il dossier di Terre di Mezzo Editore, anche se di poco, prevalgono le donne (51%) sugli uomini (49%). Guardando all’età, più di metà ha oltre cinquant’anni (andare in pensione e avere più tempo libero, evidentemente aiuta): la fascia più rappresentata è quella 56-65 anni (30%), seguita da 46-55 anni (22%), over 65 (15%), 26-35 e 36-45 (entrambe 14%), mentre il restante 4% ha meno di 25 anni. Ma tra i giovani si registra una significativa crescita.
Quanto alla provenienza, invece, la maggior parte arriva dal Nord Italia, con il 31% dalla sola Lombardia. Per le altre regioni del Nordovest, l’11% arriva dal Piemonte, l’1% dalla Valle d’Aosta e solo lo 0,2% dalla Liguria. Praticamente uno su quattro si muove da solo (26%), il 39% in coppia e il resto in piccoli gruppi.
Interessanti le ragioni che spingono a mettersi in cammino:
«Le motivazioni sono sempre la somma di diversi desideri e interessi – assicurano da Terre di Mezzo – Nell’ordine: la possibilità di stare nella natura, di fare un’esperienza interiore (alla ricerca del benessere mentale ed emotivo), ricercare il benessere fisico, conoscere il territorio e luoghi mai visti, incontrare nuove persone, fare nuove esperienze. Il 26% si mette in cammino esplicitamente anche per motivi religiosi o spirituali».
Nel 2024 quasi un terzo delle persone intervistate aveva già percorso 2 cammini; il 23% ne aveva affrontati 3 o più, mentre il 16% ha fatto lo scorso anno il proprio primo cammino.
Negli ultimi anni, infine, si è diffusa la tendenza e privilegiare percorsi brevi, di 3-6 giorni, adatti a chi vuole provare senza impegni troppo lunghi. Così, accanto alle grandi vie più famose, dal Cammino di Santiago alla Via Francigena, stanno emergendo itinerari locali capaci di far rinascere borghi poco conosciuti e di offrire esperienze più autentiche e sostenibili a un maggior numero di persone.
La legge
Lo scorso 22 gennaio, come si diceva, la Camera ha approvato la proposta di legge “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione dei cammini d’Italia” che ora passerà al Senato.
«E’ un passo importante verso una legge che riconosce l’importanza dei cammini a supporto del turismo lento e sostenibile – ha commentato il Ministro del Turismo Daniela Santanchè -, e in direzione della riscoperta dei territori più nascosti, che sono tanto custodi di tradizioni autentiche».
La proposta di legge stabilisce la promozione e la valorizzazione dei cammini in diversi modi. Innanzitutto migliorando l’esperienza dei camminatori e incentivando il turismo sostenibile attraverso l’istituzione di una Rete Nazionale dei Cammini, un catalogo ufficiale che garantirà standard di sicurezza e una segnaletica uniforme su tutto il territorio nazionale. Un miglioramento che passerà anche dal recupero di immobili, come case cantoniere, stazioni ferroviarie dismesse e scuole chiuse, che verranno trasformate in ostelli e punti di sosta accessibili a tutti i viandanti.
A questo proposito si prevedono anche degli specifici investimenti da parte dello Stato, 5 milioni di euro tra il 2026-2028 più 1 milione annuo a partire dal 2029.