Ancona (AN)

Gli imprenditori stranieri che fanno crescere Ancona

Dalle cucine ai servizi, diverse storie raccontano radicamento e lavoro nel capoluogo dorico.

Ancona è diventata negli ultimi vent’anni un punto di riferimento per persone provenienti da numerosi Paesi. Nel 2024 gli stranieri residenti nel capoluogo erano circa 15mila, una presenza articolata in comunità diverse per origine, cultura, religione e tradizioni. Una parte di loro ha trovato impiego nei cantieri navali del porto, nell’assistenza alle persone non autosufficienti e in numerosi esercizi commerciali.

Le comunità presenti in città

La comunità più numerosa è quella bengalese, con oltre 3mila persone, occupate soprattutto, ma non esclusivamente, nelle attività legate al porto. Accanto a chi lavora come dipendente o presta servizi di cura, ci sono persone che hanno avviato imprese e attività artigianali, costruendo nel tempo un rapporto stabile con il territorio.

Tra gli imprenditori incontrati figurano Nicolas Rossi, argentino e titolare di Gauchando, Bihn Truong Vinh, vietnamita e proprietario di World Foods, e Karwan Hakim Gafour, curdo siriano arrivato in Italia su un barcone, oggi alla guida di Sultan Pascià e Pascià Style Parrucchieria. C’è anche Gulab Muluk, conosciuto come Baba, afgano e titolare di tre negozi di frutta e verdura.

Attività e percorsi diversi

Le storie raccolte comprendono inoltre Dorian Dosku, albanese-greco che gestisce il ristorante Da Dori, l’iraniano Nasser Jalaly del Bar Pasticceria Cristallo, il colombiano Ricardo Andres Vega, titolare delle barberie El White Barber, e Muhammad Usman, pakistano del ristorante Chicken King. Tra gli esercizi citati c’è anche l’Angolo del Gusto, gestito dalla romena Edvina Ludvig.

Ristorazione, pasticceria, commercio alimentare e servizi alla persona sono alcuni dei settori nei quali si sono radicate queste esperienze. Le attività hanno portato in città piatti e consuetudini dei Paesi d’origine, ma anche competenze e lavoro quotidiano in mestieri già presenti sul territorio, come quello del barbiere, del pizzaiolo e del commerciante.

I percorsi sono differenti: alcuni sono arrivati ad Ancona da appena un anno, altri hanno frequentato qui tutte le scuole e si considerano ormai anconetani d’adozione. Nel loro insieme, queste vicende mostrano la dimensione multietnica della città e il contributo di cittadini stranieri che hanno scelto di investire nel capoluogo, avviando attività e consolidando la propria presenza nella comunità.