Internazionale

Generazione Z, salute e benessere tra palestra e meno alcol

Il confronto con gli adulti interroga scelte quotidiane, socialità e percezione della felicità

La generazione Z viene spesso descritta come la più attenta alla salute tra quelle finora conosciute. L’immagine si basa su alcune abitudini considerate distintive: maggiore frequenza in palestra, scelta di alimenti ritenuti sani, minore consumo di alcol e una crescente attenzione al benessere psicofisico. Ma il quadro non coincide necessariamente con una risposta definitiva alla domanda su quale generazione sia davvero più sana.

Il confronto con le generazioni precedenti

A interrogarsi su questa narrazione è la giornalista Isabel Brooks in un’analisi pubblicata dal Guardian. Il suo punto di partenza è una contraddizione: anche mentre si allena, scrive Brooks, può sorgere il dubbio che una vita più orientata alla forma fisica renda davvero più felici rispetto alla socialità tradizionale, rappresentata dai pub. Il tema, quindi, non riguarda soltanto l’esercizio o l’alimentazione, ma anche il rapporto tra salute, tempo libero e benessere personale.

Nel Regno Unito, secondo i dati citati nell’analisi, il 30% dei giovani della generazione Z si allena regolarmente in strutture dedicate al fitness. La quota è doppia rispetto a quella riferita alla popolazione adulta complessiva, pari al 15%. Il dato viene letto come un segnale del crescente interesse per l’attività fisica e, parallelamente, del progressivo allontanamento dai pub, luoghi tradizionalmente associati alla socialità e al consumo di bevande alcoliche.

La ricerca sul benessere in Italia

Una tendenza simile emerge anche da una ricerca condotta in Italia dal ConsumerLab di Bain & Company, società di consulenza strategica con sede a Boston. Lo studio segnala, tra i giovani della gen Z, la volontà di adottare uno stile di vita più sano, attento e sostenibile. Nella lettura proposta dalla ricerca, la salute psicofisica rappresenta una componente centrale del benessere contemporaneo e orienta scelte individuali legate alla cura del corpo e alle abitudini quotidiane.

La testimonianza di Enrico, 24 anni, riportata dal Corriere, offre un esempio concreto di questa prospettiva. Il giovane spiega di curare il proprio corpo con l’obiettivo di arrivare all’età avanzata più forte e in salute. La sua scelta riflette una concezione preventiva del benessere, legata alla costruzione nel tempo di condizioni fisiche migliori.

I dati e le testimonianze descrivono dunque una generazione particolarmente sensibile alla forma fisica, all’alimentazione e alla salute mentale. Non stabiliscono però, da soli, che la gen Z sia la più sana di sempre. Resta aperto il confronto tra i vantaggi di comportamenti più attenti e il possibile costo sociale di abitudini che riducono occasioni di incontro e convivialità. La domanda posta dall’analisi resta quindi sospesa tra maggiore cura di sé e ricerca di una felicità capace di includere anche la socialità.