Bergamo (BG)

Fondazioni Ikaros, Et Labora e JobsAcademy: Regione non ci paga. Il Pirellone: «Riscontrate irregolarità»

Gli enti accreditati reclamano un credito di oltre 7 milioni: senza quei soldi, stop alle attività. Manifestazione il 15 aprile. Dura risposta da Palazzo Lombardia

Fondazioni Ikaros, Et Labora e JobsAcademy: Regione non ci paga. Il Pirellone: «Riscontrate irregolarità»

È in atto un duro scontro tra Regione Lombardia e Fondazione Ikaros, Fondazione Et Labora, Fondazione Its JobsAcademy Italia e Fondazione Its JobsAcademy Lombardia, enti accreditati con sedi tra Bergamo e Milano.

La mattina di oggi (9 aprile), gli enti hanno infatti diffuso un comunicato in cui rendono noto che Regione Lombardia non avrebbe ancora pagato loro più di 7 milioni di euro, «pagamenti già decretati e liquidabili» che sarebbero dovuti da «oltre tre anni».

«Ritardi nei pagamenti inspiegabili»

Nel comunicato si legge:

«Ogni giorno, migliaia di studenti, famiglie e cittadini ricevono risposte concrete, percorsi formativi, opportunità di crescita. Tutto questo continua ad accadere grazie a strutture che stanno operando in condizioni sempre più difficili, sostenendo costi, anticipando risorse e assumendosi un peso che non dovrebbe gravare su di loro. Si tratta di un impegno concreto e quotidiano che testimonia la solidità di un sistema di Fondazioni con oltre 30 anni di storia e il profondo senso di responsabilità di chi opera, a tutti i livelli, per sostenere un presidio essenziale di servizio pubblico sul territorio. Proprio per questo, risulta ancora più incomprensibile la situazione che si è venuta a creare».

E continua:

«Le attività di rendicontazione da parte delle Fondazioni sono state regolarmente completate e i fondi risultano già decretati e liquidabili. Nonostante ciò, persistono ritardi rilevanti nei pagamenti dovuti da parte di Regione Lombardia, che, per durata e modalità, risultano ormai privi di spiegazioni tecniche, formali o sostanziali adeguate. Eppure, a fronte di questo impegno, si registra un silenzio tanto prolungato quanto incomprensibile. Non risultano, allo stato, motivazioni in grado di giustificare un ritardo così grave. Un ritardo che non è più solo una criticità amministrativa, ma si sta trasformando in una minaccia concreta alla sostenibilità economica e organizzativa degli enti coinvolti».

La sede di JobsAcademy a San Paolo d’Argon

Rischio stop delle attività e la manifestazione

A fronte di tutto questo, gli enti rendono noto che, se i pagamenti a loro parere dovuti non verranno effettuati entro domani, 10 aprile, «si procederà alla sospensione dei servizi a partire dal 13 aprile. Tale decisione si rende necessaria poiché il protrarsi dei ritardi sta progressivamente incidendo sulla qualità del servizio offerto». Non solo, gli enti hanno anche indetto una manifestazione sotto la sede di Regione per il prossimo 15 aprile, alle 12, «con l’obiettivo di richiamare con forza l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su una situazione che ha ormai superato ogni limite.

L’appello è rivolto a tutti: studenti, famiglie, collaboratori, cittadini. A chi ha beneficiato di questi servizi. A chi ogni giorno li rende possibili. A chi crede che un sistema che funziona non debba essere abbandonato. Oggi è il momento di farsi sentire. Perché qui non è in gioco solo il destino di alcune strutture, ma il diritto stesso dei cittadini ad accedere a servizi pubblici di qualità. Serve un intervento immediato. Serve responsabilità. Serve rispetto».

Infine, nel comunicato gli enti rendono noto di aver anche dato mandato ai loro legali di presentare esposti alla Corte dei Conti e alla Procura «affinché vengano accertate eventuali responsabilità. Non possiamo permettere che questa vicenda venga archiviata nel silenzio».

Regione: «Riscontrate da mesi irregolarità»

Una presa di posizione molto dura, a cui Regione non ha tardato a rispondere. Il Pirellone precisa che già lo scorso ottobre, «pur a fronte delle indagini in corso da parte della magistratura e in attesa della relativa conclusione, non è mai venuta meno all’impegno di garantire le risorse necessarie a proseguire le attività degli Enti stessi per l’anno formativo 2025-2026. Purtroppo, a fronte dei controlli documentali e in loco e di richieste di documentazione attestanti il corretto svolgimento delle attività e il rispetto dei criteri di qualità dei servizi, di integrità, tracciabilità e trasparenza delle procedure amministrative e contabili, sono state riscontrate da mesi irregolarità, ritardi e mancanze documentali, procedurali e contabili. Carenze che hanno richiesto supplementi di istruttorie, verifiche sulla destinazione a costi reali delle risorse pubbliche corrisposte e da corrispondere».

Le indagini sulla Fondazione San Michele Arcangelo

Le indagini a cui fa riferimento la nota regionale sono quelle avviate nell’estate di due anni fa e relative all’attività della Fondazione San Michele Arcangelo, “casa madre” degli enti accreditati Fondazione Ikaros, Fondazione Et Labora, Fondazione Its JobsAcademy Italia e Fondazione Its JobsAcademy Lombardia. Il fondatore Daniele Nembrini è sotto inchiesta per presunte malversazioni di quaranta milioni di euro di fondi Pnrr, destinati alla formazione professionale in Lombardia.

Daniele Nembrini

Una vicenda intricata, che ha sollevato diversi interrogativi sull’uso dei fondi pubblici destinati all’istruzione. In particolare, nei mesi successivi all’avvio delle indagini sia docenti liberi professionisti che dipendenti hanno denunciato ritardi di mesi negli stipendi proprio a causa di un mancato arrivo di fondi regionali. Nell’anno scolastico 2024/2025 si era arrivati anche a tre mesi di ritardo.

«Situazione amministrativa e finanziaria sempre più precaria»

Tornando alla situazione attuale, Regione spiega che «la situazione amministrativa e finanziaria, sempre più precaria, manifestata dagli enti anche nella loro capacità di rispondere correttamente alle richieste di Regione Lombardia e delle autorità vigilanti sull’utilizzo dei fondi pubblici europei, statali e, in misura minore, regionali, è stata evidenziata in un sempre più fitto carteggio tra gli uffici. Una circostanza che non discende da ritardi nei pagamenti da parte di Regione Lombardia. Semmai va ascritta a: 1) una situazione pregressa di sofferenza finanziaria che emerge solo ora e la cui responsabilità è da attribuire esclusivamente alla gestione degli enti; 2) alla mancata e inefficace collaborazione nel riscontrare le richieste di Regione Lombardia».

Regione, dopo aver confermato la propria volontà di continuare «a sostenere le attività educative in corso, a condizione che vi sia pieno rispetto della disciplina e delle modalità previste dalle norme e dagli avvisi vigenti» e aver espresso rassicurazione per «il corpo docente, i dipendenti, i collaboratori e gli allievi circa il ripetuto coinvolgimento degli enti interessati, ai quali è stato spiegato come siano necessarie specifiche garanzie che consentano a Regione di erogare le risorse finanziarie spettanti per proseguire le attività degli Enti stessi per l’anno formativo 2025-2026», conclude la nota con «l’auspicio che le irregolarità e le manchevolezze che si stanno riscontrando non portino a sospensioni o a revoche dell’accreditamento di alcuno di tali enti».