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Fedez critica i rapper schierati dopo i disordini di Milano

Un intervento mette in discussione il sostegno alle mobilitazioni e richiama le responsabilità di chi esibisce ricchezza

Il dibattito sugli scontri e sulle vandalizzazioni avvenuti nei giorni scorsi a Milano e in altre città italiane ha coinvolto anche numerosi esponenti della scena rap. Al centro delle reazioni ci sono le disuguaglianze sociali, la distanza tra chi dispone di maggiori risorse e chi rivendica un futuro dignitoso, ma anche il rapporto tra protesta e rappresentazione pubblica.

A dare impulso alla discussione è stato Marracash, che ha commentato i disordini sostenendo che con le buone non si cambiano le cose. Dopo il suo intervento sono arrivate le prese di posizione di altri artisti, tra cui Nayt, Sayf e Luchè. I loro messaggi hanno richiamato le ragioni sociali delle manifestazioni e la contrapposizione tra chi sta sopra e chi sta sotto.

Le reazioni della scena rap

Sayf, pseudonimo di Adam Sayf Viacava, ha contestato l’idea che il problema siano soltanto le manifestazioni violente. Secondo il rapper, la violenza di pochi rischia di diventare un pretesto per delegittimare le ragioni di molti e per spostare l’attenzione dalle cause che portano le persone in piazza. Nel suo messaggio ha indicato nel profitto anteposto alla vita e alla dignità uno degli elementi alla base delle divisioni sociali.

Nayt ha proposto una riflessione più generale sul benessere materiale e sull’incapacità di vedere le condizioni degli altri. A suo giudizio, una società abituata all’innocuità finisce per ignorare ciò che accade oltre la propria esperienza. Luchè, ex componente dei Co’ Sang, ha invece pubblicato su Instagram alcune parole del brano Se non ci fosse la rabbia, incentrate sulla divisione e sulla condivisione di una stessa missione.

La critica di Fedez

Su Pulp Podcast Fedez, all’anagrafe Federico Lucia, ha assunto una posizione diversa. In una lunga riflessione ha criticato gli artisti e i personaggi pubblici che celebrano le proteste pur facendo parte, secondo la sua analisi, dello stesso sistema di valori contestato dai manifestanti. Il riferimento è alla frequentazione di sfilate, alla pubblicazione sui social di orologi di lusso, viaggi e abiti costosi.

Il cantante ha messo in discussione anche la coerenza di chi condanna il sistema in alcune occasioni e, in altre, accetta rapporti con il potere e con ambienti esclusivi. Nel suo intervento ha citato la presenza di alcuni artisti alla Prima della Scala accanto al sindaco di Milano Beppe Sala, contrapponendola al successivo sostegno al saccheggio e alla rottura delle vetrine. La sua accusa è che l’appoggio alle proteste possa essere dettato, di volta in volta, dall’opportunità del momento.

Fedez ha infine rivolto un messaggio ai ragazzi che partecipano alle manifestazioni. A suo avviso, sia chi ostacola le proteste sia chi utilizza i manifestanti come simbolo li tratta come pedine di un gioco nel quale a perdere sono sempre loro. Ha quindi invitato a diffidare dei proclami degli artisti ricchi e ha sostenuto che, dietro la solidarietà esibita oggi, possa tornare domani una narrazione del successo e della ricchezza raggiunti dopo la povertà.