Due incivili beccati con le fototrappole: 2500 euro e rifiuti da riportarsi a casa

La Polizia locale ha individuato i trasgressori: senza pagamento e ripristino scatta il reato penale

Due incivili beccati con le fototrappole: 2500 euro e rifiuti da riportarsi a casa

Abbandono rifiuti, beccati due incivili con le fototrappole: per loro sanzione da 2500 euro e obbligo di ripristino dei luoghi.
Disposizioni che, se non saranno ottemperate, faranno scattare la denuncia del reato in Procura. È quanto ha reso noto l’ufficio di Polizia locale del Comune di Cairate, rivelando la duplice operazione nella lotta ai sempre troppo frequenti episodi di violazione che vedono varie zone del territorio oggetto di scarico illecito di materiali.

Fototrappole decisive contro l’abbandono dei rifiuti

«Con fototrappole posizionate in punti specifici a seguito di segnalazioni di cittadini e riscontri nostri – rivela il comandante Andrea Trentin – abbiamo individuato due trasgressori che con la propria auto si sono recati ad abbandonare rifiuti in questi luoghi da noi attenzionati. In prevalenza si tratta di solido urbano indifferenziato, la spazzatura di casa».

Due trasgressori individuati: scatta la procedura penale ambientale

È stata pertanto avviata la procedura prevista dal Testo unico ambientale per il reato di abbandono di rifiuti, imponendo l’obbligo del ripristino dei luoghi e l’ammenda minima di 2500 euro, che verrà introitata dallo Stato. Se i due trasgressori provvederanno a entrambe le disposizioni, saranno ammessi all’estinzione della procedura del reato, altrimenti verrà comunicata a tutti gli effetti la notizia di reato alla Procura, con il trasgressore che diviene indagato e relative indagini preliminari, fino al rinvio a giudizio, che potrà portare di nuovo all’ammenda, in questo caso superiore, e fino all’arresto.

Sanzioni, ripristino dei luoghi e rischio denuncia in Procura

Trentin sottolinea l’impegno dell’amministrazione comunale e l’efficacia dell’uso delle fototrappole: «Purtroppo le situazioni sono tante e se ne riescono a individuare solo alcune, ma l’attenzione posta e l’impegno sono costanti, anche attraverso l’implementazione degli strumenti e l’utilizzo della videosorveglianza e di telecamere mobili». Nessun ostacolo dalle norme vigenti in tema di uso dei dati e privacy: «Da quando l’abbandono di rifiuti è reato penale la fototrappola si può usare come elemento di indagine e per l’acquisizione di fonte di prova o indiziaria – chiarisce il comandante – mentre diverso sarebbe in caso di illeciti amministrativi, dove il trattamento del dato è normato diversamente».

Per le due persone filmate e individuate a Cairate, mai lo smaltimento dell’immondizia di casa poteva essere più costoso e vano: 2500 euro per doversela riportare pure a casa.