San vito di cadore (BL)

Dopo il maltempo, arrivano i fondi: 5,5 milioni per Borca e San Vito

Regione e Provincia: risorse importanti, ma la vera sfida è mettere in sicurezza la montagna

Dopo il maltempo, arrivano i fondi: 5,5 milioni per Borca e San Vito
Pubblicato:
Aggiornato:

Arrivano i primi fondi statali per il Bellunese colpito dall’ondata di maltempo che tra giugno e luglio ha provocato ingenti danni soprattutto a Borca e San Vito di Cadore.

Dopo il maltempo, arrivano i fondi: 5,5 milioni per Borca e San Vito

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, ha dichiarato lo stato di emergenza e stanziato oltre 5,5 milioni di euro dal Fondo per le emergenze nazionali.

“È un segnale importante di attenzione verso territori che hanno pagato un prezzo altissimo a causa di quegli eventi – commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia –. Ringrazio il ministro Musumeci e la Protezione Civile per la tempestività: lavoreremo fianco a fianco per garantire che le risorse vengano utilizzate con la massima efficacia. Ma resta fondamentale investire nella prevenzione e nella messa in sicurezza dei nostri territori, perché fenomeni di questo tipo sono sempre più frequenti e intensi”.

Soddisfazione anche da parte della Provincia di Belluno, che nei giorni immediatamente successivi al maltempo si era attivata con interventi urgenti.

“A Cancia per il ripristino delle vasche di contenimento, dei sistemi di allarme e per la gestione dello sversamento di idrocarburi, e a San Vito con l’installazione del sistema di monitoraggio frana, in collaborazione con ANAS e Prefettura” spiega il consigliere provinciale delegato alla Protezione Civile, Massimo Bortoluzzi.

E conclude.

“Il finanziamento rappresenta un segnale concreto e importante di attenzione . Ora, come Provincia, siamo chiamati a uno sforzo ulteriore per reperire personale tecnico e mettere a terra i numerosi interventi urgenti necessari. La sicurezza della montagna è prioritaria, perché senza di essa si rischia lo spopolamento, con ricadute gravi anche sulla pianura”.