Don Sandro Borsa è arrivato in Kenya 49 anni fa e da allora ha scelto di restare accanto alle persone più vulnerabili. La sua esperienza si è sviluppata sugli altipiani di North Kinangop, dove un piccolo presidio sanitario è diventato un ospedale con circa 300 letti e 500 dipendenti, al servizio di un territorio vasto e distante dai principali centri di assistenza.
La struttura accoglie pazienti che spesso affrontano viaggi lunghi e difficili per ricevere cure. Nel corso degli anni vi sono passati decine di migliaia di bambini, insieme a famiglie che hanno affidato all’ospedale le proprie speranze. L’attività non si limita alle apparecchiature e ai posti letto: il progetto punta a garantire accesso alle cure e dignità anche a chi non avrebbe la possibilità di sostenere i costi dell’assistenza.
Un modello fondato sull’autonomia
North Kinangop comprende anche attività agricole e produttive: l’ospedale coltiva la terra, alleva bestiame, produce alimenti, lavora legno e ferro e realizza mattoni e ghiaia. L’obiettivo è costruire una realtà capace di sostenersi e di offrire opportunità alla comunità locale, secondo una visione dell’aiuto basata non sulla dipendenza, ma sull’autonomia.
Alla stessa rete appartiene l’orfanotrofio di Ol Kalou, sostenuto insieme alle suore Giuseppine, che accoglie circa 150 bambini con disabilità. Sono minori spesso emarginati e rifiutati, ai quali la struttura offre assistenza, protezione e un ambiente di crescita.
Tra le persone che hanno contribuito allo sviluppo del progetto c’è Bruno Frea, specialista in urologia, che negli anni ha continuato a recarsi in Kenya per operare bambini e adulti e formare giovani medici. Il suo impegno, sostenuto anche personalmente, ha accompagnato la crescita delle competenze sanitarie sul posto.
Il sostegno del territorio
La storia dell’ospedale ha raccolto negli anni il sostegno di Alba, delle Langhe e del Roero. Nuove sale operatorie, attrezzature e altri progetti sono stati realizzati anche grazie alla generosità del territorio, all’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, a Barolo en primeur, ai volontari e alle persone che hanno donato beni destinati ai bambini.
Il prossimo obiettivo indicato da don Sandro è la costruzione di uno dei primi centri dedicati alla salute mentale in Africa, in un contesto in cui il disagio psichico è spesso invisibile, stigmatizzato o lasciato interamente alle famiglie. Il progetto rappresenta una nuova sfida per una realtà che, nel tempo, ha trasformato iniziative assistenziali in strutture e servizi permanenti.
Il narratore della vicenda ha annunciato un nuovo viaggio in Kenya, dal 30 ottobre al 9 novembre, con un ritorno a North Kinangop per raccontare l’attività della struttura e portare all’Asta del Tartufo la voce delle comunità degli altipiani. Nelle valigie saranno inoltre raccolti vestiti, quaderni, colori e altri materiali destinati ai bambini.