Due dipendenti del Consorzio CISSA sono state aggredite durante un colloquio con un utente negli uffici messi a disposizione dal Comune di Venaria.
Dipendenti del CISSA di Venaria aggredite
L’episodio, avvenuto il 3 febbraio, è stato denunciato dalla CGIL Torino, che chiede interventi urgenti per garantire la sicurezza dei lavoratori dei servizi socio-assistenziali.
Secondo quanto riportato nel comunicato sindacale, l’uomo si è presentato all’appuntamento con un martello nascosto nello zaino e ha aggredito un’assistente sociale e un’educatrice, colpendole ripetutamente. Le due professioniste sono state trasportate in ospedale e dimesse con una prognosi di diversi giorni.
Un fenomeno che si ripete
Per la CGIL si tratta dell’ennesimo episodio di violenza ai danni di personale impiegato in servizi pubblici, una dinamica che coinvolge sempre più spesso la pubblica amministrazione e il settore sanitario. Non è il primo caso avvenuto negli spazi del CISSA: già lo scorso anno una dipendente era stata aggredita durante un colloquio.
Il sindacato invita a leggere questi episodi nel loro insieme, collegandoli all’aumento del disagio sociale e della povertà, in particolare nell’area metropolitana di Torino.
Mancanza di risorse e servizi a rischio
Nel comunicato, la CGIL segnala anche i ritardi nei fondi nazionali e regionali destinati alla non autosufficienza e alla disabilità, sottolineando il rischio che alcuni servizi possano essere sospesi per mancanza di risorse. Uno scenario che, secondo il sindacato, contribuirebbe ad acuire un clima sociale già teso, esponendo ulteriormente lavoratrici e lavoratori a situazioni di pericolo.
L’aumento delle aggressioni, si legge ancora, è legato anche alla precarietà delle politiche sociali e all’indebolimento delle reti di supporto. Da qui la richiesta di un impegno politico non più rinviabile, che preveda un rafforzamento strutturale del personale dei Consorzi e modalità di lavoro che evitino l’isolamento dei professionisti.
Il problema della sede
Ad aggravare la situazione dei dipendenti e collaboratori del CISSA, secondo la CGIL, è anche l’assenza di una sede stabile, dopo il cedimento dell’intonaco nella sede di via Zanellato, avvenuto nel giugno 2025. Negli ultimi mesi il Comune avrebbe individuato soluzioni temporanee giudicate inadeguate per l’erogazione di servizi così delicati.
La mancanza di una sede fissa, conclude il sindacato, rende più difficile l’accesso ai servizi sociali e rischia di esasperare ulteriormente persone già in condizioni di fragilità.
L’appello alle istituzioni
La CGIL Torino chiede infine alle forze politiche, ciascuna per le proprie competenze, di farsi carico della situazione, individuando soluzioni concrete per contenere il disagio sociale, rispondere ai bisogni delle persone più fragili e tutelare lavoratrici e lavoratori del settore pubblico, il cui ruolo viene definito fondamentale per la tenuta sociale del territorio.