Milano (MI)

Danneggiata a Milano la lapide dell’agente Campagna, vittima del terrorismo

“Mentre ci auguriamo che al più presto il cippo venga risistemato, confidiamo che i responsabili vengano identificati e puniti severamente

Danneggiata a Milano la lapide dell’agente Campagna, vittima del terrorismo

Danneggiata a Milano lapide dell’agente Campagna vittima del terrorismo, Fsp Polizia: “Non atto vandalico, ma qualcosa di più grave e vile, è odio per lo Stato”

Danneggiata a Milano la lapide dell’agente Campagna, vittima del terrorismo

“Il danneggiamento della lapide commemorativa dell’Agente Andrea Campagna, trucidato dal terrorismo rosso durante gli ‘anni di piombo’, non è solo un atto vandalico frutto del drammatico vuoto esistenziale che muove la mano di alcuni sciagurati, ma qualcosa di più grave, di profondamente inquietante, insopportabile per chi crede nel più basilare senso del rispetto che sta alla base della civile convivenza. E’ un atto che testimonia quell’odio verso lo Stato e chi lo rappresenta che già ha sfigurato tragicamente gli anni più bui della nostra storia recente”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo che ieri sera è stata vandalizzata in via Modica, a Milano, la lapide dedicata ad Andrea Campagna, agente di Pubblica Sicurezza in servizio presso la DIGOS del capoluogo lombardo ucciso il 19 aprile del 1979 in un attentato in seguito rivendicato dai Proletari Armati per il Comunismo.

“Mentre ci auguriamo che al più presto il cippo venga risistemato – aggiunge Mazzetti -, confidiamo che i responsabili vengano identificati e puniti severamente, nel doveroso rispetto dovuto a chi ha dato tutto per le Istituzioni di un Paese che deve difendere la memoria di questi suoi esempi di valore, onestà, coraggio e generosità. Allora come adesso chi porta la divisa è sempre, in tanti modi, vittima della violenza cieca di delinquenti e criminali di ogni risma, e il ricordo dei colleghi che ci hanno preceduto tracciando con il proprio sacrificio la strada maestra rimane ciò su cui ancora si fonda la fedeltà e il convincimento delle nostre donne e dei nostri uomini in uniforme”.