Pavia (PV)

Cucine chiuse al San Matteo per carenze igieniche: corsa contro il tempo per la riapertura

La Direzione del Policlinico valuta la procedura d’urgenza per accelerare i lavori dopo lo stop

Cucine chiuse al San Matteo per carenze igieniche: corsa contro il tempo per la riapertura

Il San Matteo accelera il piano di ripristino delle cucine interne, con il progetto esecutivo atteso entro fine febbraio e l’ipotesi di lavori d’urgenza. Nel frattempo, prosegue il confronto con i sindacati per garantire la qualità dei pasti e risolvere le criticità logistiche.

Cucine chiuse al San Matteo, confronto con i sindacati

Non è un momento facile per il Policlinico San Matteo di Pavia. Dopo la brusca sospensione dell’attività della cucina interna, il confronto tra la Direzione Strategica e le sigle sindacali, avvenuto nella mattinata di venerdì 20 febbraio 2026, ha fissato i primi paletti cronologici per la risoluzione dell’emergenza: entro dieci giorni il piano d’intervento dovrà essere sul tavolo.

Emergenza e pulizie straordinarie

I primi giorni successivi alla chiusura non sono stati privi di ostacoli. La gestione dei pasti in regime straordinario ha presentato alcune criticità organizzative, alcune delle quali ancora in fase di risoluzione. Mentre il personale amministrativo e sanitario sta compiendo uno sforzo supplementare per garantire il servizio — ricevendo il plauso ufficiale del vertice ospedaliero — sul fronte operativo la ditta Dussmann ha già avviato le operazioni di pulizia profonda e disinfestazione necessarie a rispondere ai rilievi igienico-sanitari emersi.

Il piano strutturale

Il vero nodo, tuttavia, riguarda la struttura. Non basterà una pulizia accurata: servono interventi edilizi e impiantistici. La progettazione è già stata affidata e il progetto esecutivo è atteso tassativamente entro la fine di febbraio. Una volta approvato il piano, scatterà la corsa all’appalto. La Direzione del Policlinico ha già fatto sapere di essere pronta a imboccare la corsia preferenziale: se i tempi tecnici dovessero rivelarsi troppo lunghi, si ricorrerà a una procedura d’urgenza per aprire il cantiere nel minor tempo possibile.

Qualità dei pasti e confronto sindacale

In questo limbo burocratico e logistico, la priorità resta il vassoio che arriva al letto del paziente e sulle tavole dei dipendenti. L’amministrazione assicura che il monitoraggio sulla qualità nutrizionale e organolettica dei pasti sostitutivi è costante. Dal canto loro, i sindacati hanno presentato una lista di richieste specifiche che, secondo quanto riferito dai vertici del San Matteo, erano già al vaglio della Direzione Strategica.

Il clima resta di “allerta costruttiva”. Il tavolo tra le parti non si scioglie: un nuovo aggiornamento è previsto per la prossima settimana. L’obiettivo dichiarato è mantenere la massima trasparenza in una situazione definita “in costante divenire”, dove ogni giorno conta per riportare la produzione dei pasti all’interno delle mura del Policlinico.