Un accordo da 15mila euro regola la disponibilità della Palax Arena, nell’area esterna della Fiera di Ferrara, in vista del raduno nazionale Maga previsto per il 5 novembre. È quanto emerge dalla documentazione trasmessa da Ferrara Expo dopo l’accesso agli atti presentato dalla consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi.
Il contratto è stato firmato il 28 settembre dal presidente di Ferrara Expo, Andrea Moretti, e da Fabio Marzola, rappresentante della Big Events Srls, società con sede a Occhiobello che gestisce la tensostruttura. L’accordo ha validità dal primo novembre 2026 al 28 febbraio 2027 e prevede un corrispettivo forfettario di 10mila euro per la disponibilità dell’area e della struttura, oltre a 5mila euro per gli eventi approvati nello stesso periodo, più Iva se dovuta.
Cosa comprende l’accordo
La somma complessiva, quindi, non corrisponde al solo costo del raduno Maga, ma riguarda l’utilizzo dell’area per quattro mesi. Restano inoltre esclusi diversi oneri, tra cui utenze, pulizie, personale, sicurezza e servizi aggiuntivi, che rimangono a carico dell’organizzatore o vengono fatturati separatamente. Ferrara Expo ha precisato di non organizzare la manifestazione e di non stabilirne prezzo e condizioni economiche.
Resta così da chiarire quale accordo sia stato raggiunto tra Big Events e i promotori Gianmarco Landi e Andrea Colombini, né la documentazione consente di determinare il costo effettivo della convention. Non risultano infatti trasmesse fatture o attestazioni che permettano di verificare il pagamento dei 15mila euro. Per la prima quota da 10mila euro, il contratto prevedeva il versamento prima del primo novembre, salvo diverso accordo scritto.
Autorizzazioni ancora da ricostruire
L’istanza di Marchi chiedeva anche la pratica presentata allo Sportello unico per le attività produttive, le planimetrie dell’allestimento e i verbali della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Ferrara Expo ha inviato il contratto, rinviando per gli altri atti agli uffici comunali competenti. La società ha inoltre ribadito la propria natura privatistica e sostenuto di non essere soggetta all’accesso consiliare, pur avendo trasmesso i documenti in modo volontario. Il Comune di Ferrara detiene indirettamente il 30,14% della società fieristica attraverso Ferrara Tua.
Nell’allegato al contratto, alla data del 5 novembre, compare soltanto la voce generica Convention, indicata dalle 17 all’una di notte. Non sono citati il movimento Maga, l’associazione Italiani con Trump o i promotori. Lo stesso documento specifica che il calendario è in fase di pianificazione e non costituisce approvazione generale degli eventi.
Il contratto stabilisce che ogni manifestazione debba essere sottoposta ad approvazione almeno 15 giorni prima, con indicazione di programma, orari, capienza, allestimento, responsabili e servizi necessari. Per l’appuntamento del 5 novembre il termine ordinario sarebbe scaduto il 21 ottobre. È possibile un preavviso più breve, ma soltanto con accettazione espressa di Ferrara Expo. L’approvazione deve risultare da una specifica Scheda Evento, che non figura tra i documenti ricevuti. La sua assenza, precisa la ricostruzione, non dimostra però che il documento non esista.
La sequenza degli annunci aggiunge un ulteriore elemento. Il 21 ottobre Landi aveva scritto sui social di avere difficoltà a trovare una sede, parlando di una struttura ferrarese che avrebbe richiesto una cifra tre o quattro volte superiore al valore di mercato. Il giorno successivo sarebbe arrivata la conferma della sede, poi annunciata pubblicamente il 26 ottobre.
Gli organizzatori hanno indicato una capienza massima di 4.999 partecipanti, con circa 2mila-2.500 posti a sedere. Il programma dovrebbe comprendere il dibattito costituente dell’associazione Italiani con Trump, una cena e un concerto con musica da ballo. La documentazione tecnica e le eventuali prescrizioni della Commissione di vigilanza saranno quindi decisive per verificare la configurazione autorizzata della struttura. Al momento, gli atti disponibili chiariscono le condizioni generali dell’accordo con Ferrara Expo, ma non il costo complessivo della convention per i suoi promotori.