Toscana

CNA Toscana: “la riforma della legge quadro rappresenta una svolta storica”

Ora le imprese possono crescere senza perdere la propria identità

CNA Toscana: “la riforma della legge quadro rappresenta una svolta storica”

CNA Toscana esprime grande soddisfazione sul completamento della riforma della legge quadro sull’artigianato che andrà all’esame del Consiglio dei Ministri.

Una svolta storica che riconosce finalmente alle imprese artigiane il diritto di crescere, assumere e investire senza perdere la propria identità.

La riforma supera vincoli dimensionali e rigidità societarie che non rispecchiano più la realtà del sistema produttivo, valorizzando il ruolo dell’imprenditore artigiano, le sue competenze e la capacità di innovare e competere sui mercati.

“Dopo 41 anni, l’ultima legge risaliva al 1985, raggiungiamo un risultato di grande importanza.

Ringrazio CNA nazionale, il Presidente Dario Costantini e tutti coloro che si sono impegnati ed hanno lottato per raggiungere questo obiettivo – afferma il Presidente di CNA Toscana Luca Tonini -.

Non si poteva più attendere, in questi anni il mondo dell’artigianato è cambiato profondamente, era necessario uno strumento normativo al passo con i tempi e lo abbiamo ottenuto grazie al lavoro della nostra associazione”.

La CNA sottolinea il valore dell’impegno mantenuto dal Governo e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva assicurato la volontà di portare a compimento la riforma.

L’auspicio della Confederazione è quello di riuscire ad avere il pieno sostegno del Parlamento, sciogliendo gli ultimi nodi presenti sul testo in modo da poter accompagnare lo sviluppo delle imprese artigiane e di consolidare una scelta strategica per il futuro del sistema produttivo italiano.

“La nostra regione attendeva con impazienza la nuova legge, le botteghe e le imprese artigiane presenti sul territorio sono ancora numerose ed un vero e proprio simbolo del Made in Italy – aggiunge Tonini -.

Ci auguriamo che questa riforma possa essere un aiuto concreto anche per fronteggiare la crisi che stiamo vivendo, dando la possibilità di ‘crescere’ senza perdere la propria identità, incrementando il numero dei propri dipendenti e lavorando per la conquista di nuovi mercati”.