L’Università della Tuscia ha superato la prima fase di valutazione dell’Agenzia spaziale italiana per cinque progetti scientifici collegati alla missione Axiom 5, pianificata per la seconda metà del 2027. Il risultato attribuisce all’ateneo di Viterbo il maggior numero di proposte selezionate tra le università italiane coinvolte nella procedura.
Le ricerche riguardano ambiti diversi, dalle neuroscienze alle scienze agrarie, dalla biologia alla nutrizione fino agli studi cinematografici. Il filo comune è l’analisi degli effetti della permanenza in orbita e delle condizioni di microgravità sull’organismo umano, sugli alimenti e sui sistemi biologici destinati a sostenere future missioni spaziali.
I cinque percorsi di studio
Il progetto Moving images without gravity esamina il modo in cui l’assenza di gravità può modificare la percezione del corpo. L’indagine utilizzerà brevi sequenze filmiche con l’obiettivo di approfondire la relazione tra movimento, percezione e produzione di contenuti culturali destinati alle stazioni orbitali.
Con Mirage l’attenzione si concentra sull’alimentazione degli astronauti. Lo studio analizzerà la reidratazione in orbita di una pasta ripiena liofilizzata a forma di quadruccio, mentre Spacenuts valuterà l’impatto del volo sulla stabilità ossidativa di nocciole, noci, mandorle e pistacchi italiani. L’obiettivo indicato è verificare il possibile impiego di questi alimenti nelle missioni di lunga durata.
Il progetto Grit indaga invece le basi genetiche e molecolari dello stress legato alla transizione gravitazionale, utilizzando come modello il crostaceo Artemia parthenogenetica. U-Biom studierà infine l’influenza dell’assenza di peso sulla formazione di biofilm in batteri fitopatogeni, attraverso camere microfluidiche e semi di pomodoro, in vista dello sviluppo di sistemi di coltivazione nelle future serre spaziali.
La valutazione dell’ateneo
La rettrice Tiziana Laureti ha definito il superamento della prima fase un motivo di orgoglio per la comunità accademica, sottolineando il carattere interdisciplinare delle proposte. Secondo la rettrice, i cinque progetti mostrano il contributo dei ricercatori dell’ateneo nei settori della space economy e della salute umana.
La selezione dell’Asi rappresenta per l’Università della Tuscia un riconoscimento della partecipazione a un programma che riunisce competenze scientifiche e tecnologiche differenti. I cinque studi dovranno ora proseguire il percorso di valutazione in vista della missione Axiom 5, prevista nel 2027.