Bergamo (BG)

Ex caserme Montelungo e Colleoni, Ida Tentorio (FdI) chiede lumi alla giunta: a che punto siamo?

Dopo la prima pietra è stata posata la seconda, ma la terza stenta ad arrivare. Il consigliere comunale: «Ingenti risorse per un progetto trascinatosi negli anni, ma ad oggi i lavori sono partiti davvero?»

Ex caserme Montelungo e Colleoni, Ida Tentorio (FdI) chiede lumi alla giunta: a che punto siamo?

Che fine hanno fatto i lavori alle ex caserme Montelungo e Colleoni? Dopo la prima e la seconda pietra, la terza stenta ad arrivare. Il progetto di riqualificazione, da oltre un decennio anima il dibattito cittadino.

Il consigliere comunale Ida Tentorio (FdI) ha presentato oggi (sabato 31 gennaio) un’interrogazione urgente, chiedendo chiarimenti alla Giunta su avanzamento dei lavori, cronoprogramma e garanzie del rispetto della scadenza fissata al 2028.

Un progetto trascinatosi negli anni

L’area, in pieno centro e inutilizzata da anni, è considerata strategica per Bergamo, non solo per il recupero di una vasta area urbana in stato di degrado, ma anche per la sua vocazione futura. Si tratta di un progetto di rigenerazione urbana da circa ottanta milioni di euro, destinato a trasformare gli edifici dismessi in un moderno polo universitario con studentati, nuove aule, spazi pubblici e residenziali.

Nei mesi scorsi il Comune aveva annunciato l’avvio del cantiere a partire dal 12 novembre 2025, con l’obiettivo di completare l’intervento entro il termine stabilito. Tuttavia, secondo Tentorio, «gli annunci ottimistici si sono susseguiti nel tempo senza un effettivo avanzamento concreto del progetto», alimentando dubbi tra i residenti e i gruppi consiliari d’opposizione.

Nel testo dell’interrogazione, la consigliera evidenzia come l’area sia da troppo tempo abbandonata, «con evidenti ricadute negative sul quartiere in termini di degrado urbano, mancato sviluppo e disagio sociale». Sottolinea inoltre che le risorse pubbliche e private coinvolte sono ingenti e che un’opera di tale impatto meriti informazioni puntuali e trasparenti sulle fasi di cantiere, sui lavori in corso e, soprattutto, sulle garanzie per il rispetto delle tempistiche dichiarate.

«I lavori sono partiti davvero?»

Tra i punti sollevati, anche la richiesta di sapere se l’avvio del 12 novembre si riferisca solo a una fase preliminare di preparazione del cantiere e demolizioni interne (strip-out) o a un vero e proprio inizio delle opere strutturali.

Sul fronte delle tempistiche, dopo anni di attese e contrattempi è stata ufficialmente posata la prima pietra del cantiere il 10 luglio 2025, in una cerimonia pubblica alla quale hanno partecipato autorità comunali, regionali e universitarie. Secondo il cronoprogramma presentato, nei prossimi mesi si effettueranno le demolizioni interne controllate, per poi dare il via alla ricostruzione e realizzazione delle nuove strutture in primavera, con conclusione prevista per l’estate del 2028.

Chiesta più trasparenza sull’opera

Tentorio solleva dubbi anche sulle criticità economiche, amministrative o procedurali che potrebbero determinare ulteriori rallentamenti, chiedendo alla Giunta indicazioni su eventuali ostacoli già noti e sugli strumenti di monitoraggio e comunicazione alle istituzioni e ai cittadini.

La consigliera chiede infine di conoscere quali misure verranno adottate per garantire, vista la rilevanza urbanistica, la circolazione viabilistica durante l’intervento. Il progetto non riguarda solo edifici e spazi: di fatto rappresenta una scommessa sulla capacità della città di rigenerare un’area simbolo, restituendola alla comunità dopo anni di abbandono e incertezza.