Nazionale

Caro affitti, protesta degli universitari anche a Parma

Sei città coinvolte nella mobilitazione del 26 ottobre, promossa dai Collettivi Autorganizzati Universitari prima dello sciopero generale.

Le tende degli universitari tornano nelle piazze per denunciare il costo degli alloggi e chiedere interventi contro l’emergenza abitativa. Lunedì 26 ottobre i Collettivi Autorganizzati Universitari promuovono un flash mob simultaneo in sei città italiane, tra cui Parma, con l’obiettivo di riportare il tema del diritto alla casa al centro del dibattito pubblico.

La mobilitazione in sei città

L’iniziativa coinvolgerà, oltre a Parma, Bologna, Napoli, Torino, Padova e Firenze. La protesta è stata organizzata in vista dello sciopero generale del 30 ottobre e nasce dalla contestazione dell’aumento degli affitti, del costo della vita e delle difficoltà affrontate da studenti e residenti per trovare un alloggio accessibile.

A Bologna gli studenti si ritroveranno in piazza Maggiore, davanti a Palazzo D’Accursio, sede del Comune. Qui gli attivisti porteranno le tende sotto gli uffici del sindaco Matteo Lepore. Per quanto riguarda Parma, il testo della mobilitazione non indica il luogo preciso del flash mob, ma inserisce la città tra le sei sedi della protesta nazionale promossa dai collettivi.

Nel mirino speculazione e istituzioni

Secondo gli organizzatori, gli affitti sono ormai troppo elevati e gli stipendi non consentono di sostenere le spese quotidiane. Il problema, sostengono, non riguarda soltanto chi frequenta l’università, ma anche le persone che lavorano e vivono nei centri urbani. Nel mirino finiscono l’aumento dei prezzi degli alloggi, dei beni di prima necessità e il peso della speculazione immobiliare.

I collettivi contestano il ruolo delle grandi aziende, dei fondi d’investimento e degli operatori immobiliari nel mercato delle abitazioni. Accusano inoltre il Governo e le amministrazioni comunali di favorire un modello di sviluppo che rischia di rendere le città sempre meno accessibili a studenti e residenti.

La mobilitazione del 26 ottobre punta quindi a chiedere misure concrete per il diritto alla casa e interventi capaci di contrastare l’aumento degli affitti. Gli attivisti sostengono che le amministrazioni locali dispongano di margini per affrontare l’emergenza, ma che finora non siano state adottate risposte ritenute adeguate. La protesta si concluderà con un appello contro una dinamica che, secondo i promotori, sta rendendo sempre più difficile vivere nelle città coinvolte.