Bologna si interroga sul futuro della sua dimensione notturna. Il tema è stato sollevato da Massimo Zucchini, presidente di Confesercenti e gestore di lunga esperienza, durante una conferenza stampa in Comune. Secondo Zucchini, la città avrebbe perso gran parte della propria vitalità nelle ore successive alla mezzanotte, con numerosi esercizi ormai chiusi e una frequentazione ridotta rispetto al passato.
La trasformazione, ha spiegato il presidente di Confesercenti, sarebbe iniziata soprattutto dopo la pandemia. Prima del Covid, la fascia successiva alla mezzanotte rappresentava ancora un momento di forte presenza nelle strade e nei locali. Oggi, invece, viene descritta come una sorta di coprifuoco: i pochi esercizi ancora aperti riescono a lavorare, ma il movimento complessivo sarebbe calato in modo significativo.
Il confronto in Comune
Le parole di Zucchini hanno suscitato la replica della vicesindaca Emily Clancy, titolare della delega all’Economia della notte. L’assessora ha riconosciuto che, come in molte altre città, una parte delle attività e delle abitudini si è spostata verso orari diversi, ma ha respinto l’idea di una Bologna priva di attività nelle ore notturne.
Clancy ha richiamato alcune iniziative già sperimentate dall’amministrazione. Tra queste ha citato Nottambula, servizio attivo anche oltre la mezzanotte, sostenendo che la città continui a essere frequentata per attività culturali e di socialità. La vicesindaca ha inoltre indicato il trasporto pubblico notturno come uno degli strumenti che consentono di raggiungere diversi luoghi cittadini e di rientrare verso casa, anche nei primi Comuni confinanti.
Le prospettive indicate dall’amministrazione
Nel suo intervento, Clancy ha indicato l’ex scalo Ravone come una delle aree su cui costruire una parte del futuro della città. L’obiettivo dichiarato è ampliare l’offerta destinata alle ore notturne, valutando anche luoghi capaci di mantenere attività per periodi più estesi della giornata.
La vicesindaca ha ricordato anche alcune prime sperimentazioni nelle ore del mattino e ha citato ex Dinamo come spazio considerato particolarmente vivace nell’arco della notte. L’amministrazione comunale, ha concluso, intende proseguire su questa direzione e aumentare gli investimenti legati alla fruizione della città nelle ore notturne. Il confronto resta quindi aperto tra la percezione degli operatori, che segnalano una contrazione della presenza dopo la mezzanotte, e la strategia del Comune, orientata a sostenere nuovi servizi e luoghi di aggregazione.