Sono stati assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste, l’imprenditore Giuseppe Corti e il professionista Remo De Giorgi, imputati nel procedimento relativo alla presunta istigazione alla corruzione legata alla vicenda dell’acquisto dell’ex ospedale civico S.S. Prospero e Caterina di Camogli, immobile di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare.
Assolti perché il fatto non sussiste
Secondo l’impianto accusatorio, sostenuto dalla pubblico ministero Sabrina Monteverde, i due avrebbero promesso o offerto un compenso di circa 20-25 mila euro a un pubblico ufficiale di Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare. Il presunto accordo sarebbe stato finalizzato a favorire l’acquisto dell’immobile da parte di Corti e a ottenere la revoca dell’iter di regolarizzazione amministrativa relativo alla struttura.
L’ipotesi investigativa indicava inoltre che, attraverso l’annullamento della sanzione amministrativa da parte del Comune di Camogli, si sarebbe potuto ottenere l’attestazione della regolarità urbanistico-edilizia dell’immobile, con conseguente possibilità di modificarne la destinazione d’uso da turistico-ricettiva e sanitaria a residenziale.
Nel corso del processo, la difesa – rappresentata dagli avvocati Maurizio e Guido Mascia e Gennaro Velle – ha depositato il parere dell’ex presidente del Consiglio di Stato Sergio Santoro, secondo cui Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare non avrebbe natura di ente pubblico e, di conseguenza, il suo funzionario non potrebbe essere qualificato come pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
Una ricostruzione accolta dal tribunale, che ha portato all’assoluzione degli imputati.