Modena (MO)

Associazione Ruote Libere: scende il costo del petrolio ma il prezzo del carburante rimane fermo

Ad un conducente di un autocarro è stato applicato il nuovo prezzo del gasolio mentre stava facendo il pieno

Associazione Ruote Libere: scende il costo del petrolio ma il prezzo del carburante rimane fermo

Il cessate il fuoco annunciato nella notte di mercoledì 8 aprile 2026  tra Stati Uniti e Iran ha prodotto un immediato calo del prezzo del petrolio, sceso fino a circa 92 dollari al barile. Una dinamica che, ancora una volta, non trova alcun riscontro nei prezzi alla pompa anche quelli della provincia di Modena.

Scende il costo del petrolio ma il prezzo del carburante rimane fermo

MODENA – Il gasolio continua infatti a mantenersi su livelli elevatissimi, intorno ai 2,20 euro al litro, con pesanti ripercussioni sul settore dell’autotrasporto. A rendere il quadro ancora più preoccupante sono episodi che evidenziano anomalie difficilmente giustificabili.

Il nostro vicepresidente, mentre effettuava rifornimento al proprio autocarro, ha visto aggiornare il prezzo alla colonnina al rialzo proprio al termine del pieno. Un aumento avvenuto sotto i suoi occhi, senza alcun collegamento con l’andamento reale del petrolio”, dichiara Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere.

Distorsione

Siamo alle solite: quando il petrolio sale, i prezzi aumentano immediatamente e spesso in modo sproporzionato. Quando invece scende, non succede nulla. È un meccanismo che funziona sempre e solo a danno delle imprese”. Una distorsione che sta mettendo in seria difficoltà le aziende di autotrasporto, già gravate da costi operativi sempre più elevati. “È vergognoso che il gasolio resti a questi livelli nonostante il calo del greggio. Le imprese stanno pagando un prezzo altissimo per un sistema opaco e privo di equilibrio”, prosegue Franchini.

Nessun intervento

Ruote Libere punta il dito anche contro l’assenza di interventi efficaci. “Il Governo si dimostra ancora una volta inadeguato nella gestione di queste dinamiche. Servono controlli concreti sulla filiera e meccanismi automatici che trasferiscano immediatamente i ribassi del petrolio sui prezzi alla pompa. Non è più accettabile che i ribassi restino teorici mentre gli aumenti sono immediati. Così si mette in ginocchio un intero comparto”, conclude Franchini.