Le attività ordinarie di vigilanza sui prodotti commercializzati nei supermercati italiani hanno portato all’emissione di due distinti provvedimenti di richiamo precauzionale dal mercato. La segnalazione è arrivata direttamente dal Ministero della Salute nella giornata di martedì 6 ottobre 2026, a causa del riscontro di gravi anomalie chimiche e fisiche in alimenti ad alta diffusione. Le verifiche di laboratorio hanno evidenziato criticità che spaziano dalla possibile presenza di corpi estranei metallici all’interno di confezioni di pasta fino a valori di mercurio oltre i limiti di legge rilevati in partite di pesce fresco.
Frammenti di metallo nella pasta fresca Tre Mulini
Il primo allarme riguarda un formato di pasta fresca commercializzato presso la catena Eurospin Italia S.p.A.. Il provvedimento di blocco è stato disposto dopo la segnalazione della potenziale contaminazione da frammenti metallici nelle confezioni di Trofie a marchio Tre Mulini. Il formato oggetto dell’avviso è la confezione da 1 chilogrammo, composta internamente da due buste distinte da 500 grammi. La produzione del lotto contaminato è stata effettuata dalla società P.A.C. (Prodotti Agroalimentari Carbone) all’interno dello stabilimento industriale ubicato in via Alessandro Volta 1, nel comune di Melfi, in provincia di Potenza.
I lotti di pasta coinvolti e le scadenze da controllare
I consumatori che hanno acquistato il primo piatto della linea Tre Mulini devono verificare accuratamente i codici stampati sull’involucro esterno per identificare la merce a rischio fisico. La misura cautelare riguarda specificamente i prodotti con i seguenti riferimenti:
- Lotto 260901 con termine minimo di conservazione fissato al 30 novembre 2026
- Lotto 260902 con termine minimo di conservazione fissato al 1° dicembre 2026
Sull’avviso ufficiale diffuso dalle autorità sanitarie non è presente il marchio di identificazione dello stabilimento, ma i codici numerici e la data di scadenza permettono di individuare le buste interessate dal provvedimento di ritiro.
Mercurio oltre i limiti nel pesce spada Cedimar
Il secondo provvedimento riguarda invece un grave rischio chimico individuato all’interno della filiera ittica. I controlli analitici promossi dal Ministero della Salute hanno evidenziato una presenza di mercurio superiore ai limiti stabiliti dalle normative europee all’interno di lotti di tranci di pesce spada. Il prodotto contaminato è stato messo in commercio sotto l’insegna Cedimar ed è venduto in vaschette monoporzione da 170 grammi. La preparazione delle confezioni è stata realizzata dall’azienda Cedimar S.r.l. presso il sito operativo situato in Via della Tecnica 17, nel municipio di Elmas, in provincia di Cagliari.