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Allarme aeroporti UE: rischio carenza di carburante entro tre settimane, se Hormuz non riapre

Lo riferisce il Financial Times, che ha visionato una lettera dell'associazione ACI Europe inviata ad Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo ai trasposti

Allarme aeroporti UE: rischio carenza di carburante entro tre settimane, se Hormuz non riapre

Nel giorno dello sciopero nazionale del trasporto aereo, con possibili disagi tra ritardi, cancellazioni e riprogrammazioni dei voli, arriva un’altra “mazzata” per i viaggiatori, che ha a che fare con la regolare operatività degli aeroporti (in copertina: immagine di repertorio).

Complice il blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran, snodo fondamentale per i commerci energetici globali, che al momento consente solo il passaggio di 15 navi petroliere al giorno, le basi aeroportuali si stanno ritrovando a gestire le scorte di carburante, senza poter contare su nuovi rifornimenti.

Una problematica seria che, per alcuni aeroporti, potrebbe provocare una fase di stallo, non consentendo il normale svolgimento delle attività e quindi facendo stare a terra diversi aerei. In tal senso, anche i gestori degli aeroporti e le compagnie aeree sperano in risposte positive dai negoziati tra Stati Uniti e Iran, qualcosa che sbloccherebbe definitivamente i traffici nello stretto di Hormuz, ponendo una pezza alla crisi energetica.

Rischio carenza sistemica di carburante negli aeroporti UE

Se così non fosse, lo scenario sarebbe veramente drammatico. A darne una panoramica è una notizia rilasciata nella tarda mattinata di venerdì 9 aprile 2026 dal Financial Times. 

Gli aeroporti europei rischiano una carenza ‘sistemica’ di carburante per aerei se lo stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane“.

Il quotidiano economico-finanziario britannico, citando ACI Europe, che rappresenta gli aeroporti dell’Unione Europea, riferisce infatti che le riserve di cherosene stanno esaurendo e che “l’impatto della attività militari” che coinvolgono lo stretto di Hormuz sta mettendo a dura prova le forniture. L’indiscrezione è stata riportata in una lettera, visionata dal Financial Times, inviata dall’associazione ad Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo ai trasposti.

Quest’ultimo è stato messo in guardia circa le “crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché alla necessità di un monitoraggio e di un intervento proattivo da parte dell’Ue“.

Oltre a ciò, i timori sono accentuati anche dal fatto che si sta avvicinando sempre più la stagione estiva, cioè “quando il trasporto aereo alimenta l’intero ecosistema turistico su cui fanno affidamento molte economie (dell’Ue)“.

Il Financial Times riporta infine che alcuni paesi asiatici, ad esempio il Vietnam, hanno cominciato a razionare il carburante per aerei a causa delle carenza.

In Europa, invece, al momento non si registrano mancanze diffuse, nonostante i prezzi del carburante siano raddoppiati. Le compagnie aeree hanno già iniziato ad avvertire di possibili cancellazioni.

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