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Airbag Takata a rischio esplosione: nuova campagna di richiamo. Tutti i veicoli coinvolti e come scoprire se c’è pure il vostro

In particolare il rischio è per chi guida auto comprate da terzi, che potrebbero non aver ricevuto l'avviso. In Italia ci sono state già tre vittime

Airbag Takata a rischio esplosione: nuova campagna di richiamo. Tutti i veicoli coinvolti e come scoprire se c’è pure il vostro

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una nuova campagna di sensibilizzazione rivolta agli automobilisti italiani per aumentare l’adesione ai richiami airbag Takata, uno dei più grandi richiami di sicurezza automobilistica mai registrati a livello globale.

Nonostante le notifiche già inviate dai costruttori, circa 1,6 milioni di veicoli circolano ancora con airbag potenzialmente difettosi, esponendo conducenti e passeggeri a rischi anche gravi. La sostituzione del componente è gratuita, ma deve essere effettuata il prima possibile.

Perché gli airbag Takata sono pericolosi

Il problema riguarda specifici moduli airbag Takata dotati di generatori di gas con propellente a base di nitrato di ammonio stabilizzato senza essiccante. In particolari condizioni — soprattutto con:

  • alta umidità
  • temperature elevate
  • forti escursioni termiche
  • veicoli datati.

il componente può degradarsi nel tempo. In caso di incidente, l’airbag potrebbe esplodere in modo anomalo, proiettando frammenti metallici all’interno dell’abitacolo, con rischio di lesioni gravi o fatali.

Per questo motivo le case automobilistiche hanno avviato campagne di richiamo ufficiali in tutto il mondo.

Quanti veicoli sono coinvolti dal richiamo airbag Takata in Italia

Secondo i dati diffusi dal Ministero:

  • Circa 4 milioni di veicoli sono stati coinvolti complessivamente
  • 3,2 milioni di veicoli risultano già notificati
  • 1,6 milioni di veicoli risultano ancora circolanti con airbag difettosi non sostituiti

I richiami riguardano numerosi marchi automobilistici e modelli prodotti in diversi anni. Non si tratta quindi di un singolo brand, ma di un problema trasversale.

Richiamo o “Stop Drive”: cosa significa

Quando si verifica il VIN del veicolo nei portali ufficiali del costruttore, possono comparire due tipi di segnalazione:

🔧 Richiamo

Il veicolo deve essere portato in officina autorizzata per la sostituzione gratuita dell’airbag.

⛔ Richiamo con Stop Drive

Indica una situazione più critica: il costruttore raccomanda di non utilizzare il veicolo fino alla sostituzione del componente.

Come verificare subito se la tua auto è soggetta al richiamo Takata

La verifica è semplice e richiede pochi minuti.

Passaggi:

  • Recupera il numero di telaio (VIN) del veicolo
  • lo trovi sul libretto di circolazione o sul veicolo stesso
  • Accedi al portale ufficiale della casa costruttrice
  • Inserisci il VIN nella sezione richiami
  • Verifica l’eventuale presenza di campagne aperte.

In alternativa è possibile consultare la banca dati richiami UNRAE, che raccoglie le campagne di diversi costruttori.

Cosa fare se hai ricevuto la notifica di richiamo

Se hai già ricevuto una comunicazione ma non hai ancora effettuato la sostituzione prenota subito l’intervento.
La riparazione:

  • è gratuita
  • viene effettuata in officine autorizzate
  • richiede in genere tempi tecnici limitati.

Rimandare aumenta il rischio.

Attenzione ai veicoli usati o di terzi

Molti automobilisti non hanno ricevuto notifiche perché:

  • il veicolo è stato acquistato usato
  • i dati di contatto non sono aggiornati
  • l’auto è intestata a un altro soggetto

Per questo il Ministero invita a verificare anche i veicoli utilizzati abitualmente ma non di proprietà. Qui sotto pubblichiamo i link ai siti delle case automobilistiche dove verificare il VIN della vostra auto.

Link ufficiali e portali dedicati per verificare il coinvolgimento del veicolo nelle campagne di richiamo tramite numero di telaio (VIN)
Audi BMW Chrysler
Citroën Daihatsu Daimler Truck
Dodge DS Automobiles Ferrari
Ford Honda Jaguar
Jeep Lancia Land Rover
Lexus Mazda Mercedes Benz Autovetture
Mercedes Benz Veicoli commerciali Mitsubishi Nissan – Campagna informativa
Nissan – Verifica del VIN Opel Peugeot
Ram Seat Skoda
Subaru Suzuki Tesla – Campagna informativa
Tesla – Verifica del VIN Toyota Volkswagen Autovetture
Volkswagen Veicoli commerciali

Le tre vittime in Italia

In Italia sono tre i precedenti. Il primo riguarda Martina Guzzi, 24 anni, che fu coinvolta in un terribile incidente frontale il 28 maggio 2024. Ma più che l’impatto con un altro veicolo, secondo i consulenti della Procura, a ucciderla sarebbe stato il malfunzionamento del sistema di sicurezza.

Martina Guzzi

“Si esclude altra lesività traumatica riconducibile all’incidente in cui è rimasta coinvolta la signora Guzzi Martina. Dal punto di vista medico legale si può concludere che la sua morte sia in nesso di causalità diretta con un malfunzionamento del sistema di detonazione dell’airbag che, a seguito dell’urto, proiettava ad alta energia cinetica un corpo metallico con modalità di urto e lesività assimilabili a ferita d’arma da fuoco”.

Simona Blago, vittima dell’airbag difettoso

A febbraio 2025, invece, è stato accertato che Simona Blago, che morì a Lecce a giugno 2024, sarebbe deceduta proprio a causa del malfunzionamento dell’airbag. La donna, che guidava una Citroen C3, si schiantò contro un segnale stradale a una velocità abbastanza limitata, ma sufficiente per fa esplodere l’airbag.

Simona Blago

La perizia ha rivelato un malfunzionamento grave del dispositivo di sicurezza installato sul veicolo:

“L’airbag invece di funzionare come dispositivo di sicurezza, ha agito come un corpo contundente. Si è staccato dal volante durante l’esplosione colpendo violentemente la conducente tra il collo e il viso, causando gravi lesioni che ne hanno provocato la morte”.

Stellantis, secondo quanto emerge, aveva già inviato alla proprietaria del veicolo tre avvisi – a novembre 2023, gennaio 2024 e maggio 2024 – raccomandando di recarsi presso un riparatore autorizzato per la sostituzione gratuita del dispositivo di sicurezza.

Raffaella Scudiero, vittima dell’airbag Takata

Una terza vittima potrebbe essere Raffaella Scudiero, 25enne di Acerra (Napoli) deceduta in un incidente l’1 aprile 2025. La Citroen C3 della ragazza si è scontrata con una Fiat Panda. Nonostante l’impatto non sembrasse particolarmente violento, la giovane è morta per una profonda ferita alla gola, causata forse dall’esplosione anomala dell’airbag. La Polizia Municipale ha avviato un’indagine e i veicoli sono stati sequestrati.

Raffaella Scudiero

La class action

C’è poi il fronte dei risarcimenti. Con un’ordinanza firmata dalla presidente del collegio, Silvia Vitro, il Tribunale ha dichiarato ammissibile la class action e ha disposto che “siano inclusi e possano aderire tutti i proprietari delle Citroën C3 e DS3 prodotte tra il 2009 e il 2019, oggetto della campagna di richiamo”.

Le associazioni che hanno promosso il ricorso stimano che il risarcimento complessivo possa aggirarsi attorno ai 285 milioni di euro. La cifra è stata ricavata così:

  • 30 euro al giorno per ogni periodo di indisponibilità del veicolo;
  • 1.500 euro per i danni non patrimoniali, in particolare per il “disagio psicologico” provocato dalla consapevolezza di guidare un veicolo dotato di un sistema potenzialmente mortale.