La parrocchia di Treviglio ha istituito uno sportello informativo dedicato alle persone che vogliono conoscere modalità e condizioni per chiedere la nullità del matrimonio religioso. Il servizio offrirà indicazioni pratiche sul procedimento davanti al tribunale ecclesiastico e sarà rivolto ai fedeli che si trovano ad affrontare situazioni di sofferenza legate alla propria storia coniugale.
L’iniziativa nasce dalle conversazioni emerse anche durante le confessioni. Il parroco, monsignor Zaccaria Bonalumi, ha spiegato che alcuni fedeli hanno raccontato vicende matrimoniali segnate da una profonda difficoltà. Il matrimonio religioso è considerato un sacramento e non può essere sciolto dal divorzio civile: in presenza di determinate condizioni, la Chiesa può però dichiarare che il vincolo non è mai sorto e riconoscerne quindi la nullità.
Il ruolo dell’ex giudice ecclesiastico
A occuparsi del punto d’ascolto sarà don Giuliano Nava, sacerdote arrivato a Treviglio dopo il pensionamento. Per dieci anni è stato rettore della cattedrale di Ancona; ha studiato teologia con il cardinale Carlo Maria Martini e ha lavorato dal 1984 nel tribunale ecclesiastico di Milano. Dal 1990 è stato giudice del tribunale ecclesiastico di Fermo, dove ha dichiarato nulli più di 2.500 matrimoni.
Secondo il parroco, lo sportello servirà anche a ridimensionare le convinzioni diffuse sulla Sacra Rota e sui tribunali ecclesiastici, spesso considerati difficilmente accessibili o troppo costosi. Il punto d’ascolto potrà fornire un primo orientamento e aiutare a capire se esistono elementi utili per avviare la procedura, senza sostituirsi al tribunale competente.
Procedure e costi
Don Nava ha ricordato che negli ultimi anni la normativa canonica è stata modificata dagli interventi di Papa Benedetto XVI e Papa Francesco, con una maggiore attenzione anche all’aspetto pastorale. Il procedimento può essere avviato da uno solo dei coniugi e richiede una prima verifica della probabile fondatezza della richiesta, indicata con l’espressione latina fumus boni iuris.
Per il processo è previsto un contributo fisso di 516 euro, mentre l’avvocato può richiedere al massimo 2 mila euro. È inoltre possibile ottenere il gratuito patrocinio. Dal 2015, con la riforma Mitis Iudex introdotta da Papa Francesco, esiste anche il processus brevior, una procedura più rapida affidata al giudizio diretto del vescovo. In questo caso sono necessari il consenso di entrambi i coniugi e l’evidenza di una delle cause previste per la nullità.
Tra le motivazioni indicate da don Nava figurano il vizio del consenso, la mancanza di una delle caratteristiche fondanti del matrimonio cristiano, l’incapacità psicologica di valutare liberamente la scelta e l’assenza di libertà al momento delle nozze. Un esempio può essere quello di una persona spinta a sposarsi dalla famiglia dopo una gravidanza. Secondo il sacerdote, il matrimonio deve essere una scelta libera e consapevole, non il risultato di una costrizione.