Al teatro Lauro Rossi di Macerata si è svolta la cerimonia di consegna delle Medaglie d’onore ai familiari di 52 militari italiani internati nei campi di prigionia e di lavoro tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Alla giornata hanno partecipato autorità civili e militari, sindaci dei Comuni di provenienza, parenti e conoscenti dei premiati.
Gli internati militari italiani furono catturati dalle forze tedesche dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e deportati nei territori controllati dalla Germania. A loro venne chiesto di aderire alla Repubblica sociale italiana e di continuare a combattere al fianco dei tedeschi oppure di rifiutare e restare nei campi. La maggior parte scelse il rifiuto, affrontando prigionia, fame, lavoro coatto e condizioni disumane.
La ricerca negli archivi
Il lavoro che ha permesso di ricostruire i nominativi dei maceratesi deportati è stato condotto dall’Istituto del Nastro Azzurro, in particolare da Mario Barbera Borroni, Cavaliere della Repubblica e Guardia d’onore presso il Sacrario Militare di Macerata. Per oltre un anno sono stati consultati i fogli matricolari conservati nell’Archivio di Stato di Macerata, individuando le vicende di circa 5.600 militari partiti dalla provincia e trasferiti nei campi di lavoro tedeschi.
La cerimonia si è articolata in due momenti. Nella prima parte sono state consegnate le onorificenze ai familiari di 30 cittadini di Recanati; nella seconda sono stati ricordati altri 22 militari della provincia. Civitanova Marche e Appignano sono risultate tra le località più rappresentate. Complessivamente erano presenti rappresentanti delle dodici città di provenienza degli internati.
Una scelta considerata forma di resistenza
Il viceprefetto vicario Emanuele D’Amico ha definito la giornata un debito di riconoscenza e memoria. Ha ricordato che la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi è stata istituita dalla legge numero 6 del 13 gennaio 2025 e viene celebrata il 20 settembre, data legata alla modifica dello status dei militari italiani decisa da Hitler nel 1943.
Secondo quanto sottolineato durante la cerimonia, furono oltre 600mila gli italiani che rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale e alla Germania nazista. Una scelta descritta come una forma di resistenza senza armi, che coinvolse anche centinaia di militari della provincia di Macerata. Il vicesindaco di Recanati, Roberto Bartomeoli, ha ricordato inoltre l’attività svolta in città per ricostruire gli elenchi degli internati e la posa di una lapide dedicata alla loro memoria.
L’accompagnamento musicale è stato affidato all’orchestra di fiati Insieme per gli Altri, diretta da Enrico Vissani, con Alba Ciattaglia come vocalist. Nel corso delle due sessioni sono stati eseguiti l’inno di Mameli e brani tratti dalle colonne sonore di La vita è bella e Schindler’s List.
Tra i premiati di Recanati figurano Manlio Baldoni, Armando Biagiola, Antonio Bitocco, Dante Borsella, Eugenio Bugiolacchio, Bruno e Giustino Cingolani, Pasquale Erbaccio, Aurelio Ficosecco, Luigi Filipponi, Armando Guardabassi, Giuseppe, Igino e Monaldo Guzzini, oltre agli altri nominativi individuati dalla ricerca. Le restanti medaglie sono state assegnate a familiari di militari originari, tra gli altri, di Macerata, Civitanova Marche, Potenza Picena, Corridonia, Matelica, Montecassiano, Pollenza, Appignano, Montelupone, Sarnano, Belforte e Serrapetrona.
L’Istituto del Nastro Azzurro ha infine invitato le famiglie della provincia che ritengano di aver avuto un parente deportato o internato durante la guerra a fornire informazioni, per verificare la possibilità di ottenere la Medaglia d’onore della Repubblica Italiana.