Dove oggi campeggiano ancora tele bianche, a breve torneranno le fotografie. A metà febbraio, in concomitanza con la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali, riaprirà ufficialmente il Centro internazionale di fotografia di Verona, che tornerà nella sua sede storica all’interno degli Scavi scaligeri. La riapertura sarà accompagnata dall’inaugurazione di una mostra dedicata.
Un ritorno atteso dopo dieci anni di chiusura
Il centro era chiuso dal 2015, quando palazzo del Capitanio, da cui si accedeva agli spazi espositivi, venne venduto alla Fondazione Cariverona, rendendo impossibili sia l’accesso sia i collegamenti impiantistici. Una situazione rimasta bloccata per anni e superata solo recentemente.

Un accordo con la Soprintendenza ha infatti consentito di approvare il progetto esecutivo per il recupero del sito. Il nuovo accesso sarà dal cortile Mercato Vecchio e sarà dotato anche di un ascensore, garantendo un percorso più agevole e accessibile anche alle persone con disabilità.
Dove si trova?
Il Centro internazionale di fotografia si trova nel cuore del centro storico di Verona, sotto il livello stradale tra Piazza dei Signori e Piazza delle Erbe, due delle aree più frequentate e riconoscibili della città.
Il nuovo accesso agli scavi è situato nel Cortile Mercato Vecchio, sotto il porticato adiacente al palazzo: da qui, tramite una scala e un ascensore, si scende nei livelli sotterranei del sito archeologico. Una volta all’interno, un percorso segnalato accompagna i visitatori tra resti di epoca romana e medievale fino all’area espositiva dedicata alla fotografia.
Scavi restaurati e nuovi impianti
Il sito archeologico, venuto alla luce negli anni Ottanta e aperto al pubblico nel 1997, è stato interessato da un ampio intervento di riqualificazione. Il Comune di Verona ha investito complessivamente 2 milioni e 620 mila euro per la realizzazione di nuovi impianti e per il restauro dei reperti, interventi che sono tuttora in corso.
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I lavori proseguiranno anche dopo la riapertura, con piccoli cantieri distribuiti nel tempo, ma il centro resterà comunque visitabile. Un passaggio significativo per restituire alla città uno spazio culturale di rilievo internazionale, rimasto chiuso per quasi dieci anni.