Un edificio agricolo abbandonato dal 2006 sarà trasformato in un polo dedicato all’innovazione tecnologica, alla ricerca e alla formazione. Il piano di riqualificazione della struttura di via Baita è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale riunito lunedì sera.
Spazi per ricerca e formazione
L’intervento prevede il recupero edilizio completo dell’immobile, con un ampliamento della superficie dagli attuali 669 metri quadrati a circa 803 metri quadrati. La nuova destinazione comprenderà spazi direzionali, uffici, sale riunioni, un auditorium, un’area per il coworking e ambienti destinati ai corsi di formazione e allo sviluppo software.
Il progetto include anche interventi legati alla sostenibilità e all’inserimento urbanistico della struttura. La ristrutturazione prevede sistemi per l’efficientamento energetico, l’impiego di fonti rinnovabili e la riqualificazione delle aree verdi circostanti. L’obiettivo è recuperare un edificio esistente limitando il consumo di nuovo suolo.
Interventi sulla viabilità
Tra le opere previste figura inoltre la sistemazione della viabilità locale. Sarà asfaltato il tratto della strada comunale di via Baita compreso fino al collegamento con via Torquato Tasso, con interventi finalizzati a migliorare l’accessibilità all’area.
In Consiglio, l’assessore all’urbanistica Andrea Dara ha sottolineato il valore del recupero di un immobile inutilizzato e la condivisione politica raggiunta con il voto unanime. Secondo l’amministrazione, l’operazione punta a favorire gli investimenti e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente a Castiglione.
L’assessore alle attività produttive Giovanni Grasso ha evidenziato le possibili ricadute economiche e occupazionali del progetto, con particolare attenzione ai settori della ricerca e dell’informatica. L’insediamento dovrebbe favorire nuove competenze e collaborazioni tra aziende e giovani professionisti. L’intervento si inserisce nella politica di recupero dell’esistente perseguita dall’amministrazione Volpi attraverso accordi con privati o enti pubblici per riutilizzare immobili degradati presenti sul territorio comunale.