La Pilla, il nuovo studentato realizzato in via Marziale 3, nel quartiere Navile di Bologna, ospita dallo scorso settembre 25 universitari. La struttura è stata ricavata dalla ristrutturazione di una palestra abbandonata ed è stata finanziata anche attraverso fondi del PNRR. Il progetto è promosso dall’ex esponente del Movimento 5 Stelle e candidato sindaco alle elezioni del 2027, Giovanni Favia, insieme alla sua famiglia.
Il nome dello studentato, ha spiegato Favia, non richiama un termine del dialetto bolognese, ma il borgo di Monzuno dove è cresciuta sua nonna. L’edificio dispone di 23 camere, oltre a una cucina, una lavanderia, tre sale studio e una sala televisione. Le tariffe partono da 290 euro per gli studenti in difficoltà economica e arrivano a 595 euro per le stanze più costose, oppure a 540 euro oltre Iva secondo la formula indicata per alcune sistemazioni.
Investimento e selezione degli studenti
Per la riqualificazione dell’immobile sono stati investiti 800mila euro, ai quali si aggiunge il costo dell’acquisto, portando l’esborso complessivo dichiarato intorno a un milione e mezzo. L’intervento ha riguardato anche l’efficientamento energetico, con un impianto fotovoltaico da 16 kilowatt e un sistema di accumulo da altri 50 kilowatt.
I lavori, secondo quanto riferito da Favia, sono stati completati in circa tre mesi, così da rispettare le scadenze previste dai bandi. Gli studenti sono stati individuati attraverso un bando e selezionati sulla base dei requisiti stabiliti. In origine i posti letto previsti erano 30, ma il numero è stato ridotto a 25 nel corso dell’iter amministrativo.
Le critiche all’amministrazione comunale
La presentazione della struttura è stata accompagnata dalle critiche di Favia all’amministrazione comunale di Bologna. Il candidato sindaco ha sostenuto che, considerando l’emergenza abitativa e il costo degli alloggi in città, si sarebbe aspettato un sostegno maggiore da parte del Comune. A suo giudizio, il percorso è stato complicato dalle continue richieste di integrazione della documentazione.
Favia ha affermato che la famiglia ha scelto comunque di avviare il progetto, assumendosi il rischio di perdere i finanziamenti qualora non fossero stati rispettati i tempi del bando. La principale contestazione politica riguarda l’utilizzo delle risorse del PNRR: secondo il candidato, il Comune avrebbe potuto destinarle alla realizzazione di studentati pubblici con prezzi calmierati, mentre sarebbero state impiegate anche per altri interventi, tra cui il contestato Museo dei bambini.
Nel suo intervento, Favia ha inoltre criticato il ricorso a capitali stranieri per la costruzione di nuove residenze universitarie, citando strutture con camere fino a 900 euro, considerate fuori portata per molti studenti. La Pilla viene quindi presentata dai promotori come una risposta privata al problema degli alloggi universitari a prezzi più contenuti.