Una chiazza di gasolio lunga circa 28 chilometri si è riversata nei Navigli dopo una fuoriuscita avvenuta nel Magentino, raggiungendo il territorio di Milano e la Darsena. I vigili del fuoco, insieme al Comune di Milano, alla Città Metropolitana, alla Protezione civile e al Consorzio Villoresi, stanno lavorando per contenere il materiale oleoso e impedirne l’ulteriore propagazione.
Le operazioni si concentrano sul tratto compreso tra l’area di origine dello sversamento e il raccordo di via Conchetta, all’incrocio con l’alzaia del Naviglio Pavese e via Darwin. Qui la presenza di una chiusa può consentire di rallentare il flusso, concentrare la sostanza e procedere al prosciugamento e alla raccolta. L’obiettivo è evitare che le acque contaminate raggiungano i canali utilizzati per l’irrigazione e la Darsena.
Barriere lungo il corso d’acqua
All’altezza della Canottieri Milano sono state installate panne per una lunghezza di circa 500-600 metri. I dispositivi assorbenti, affiancati da barriere più profonde, servono a intercettare sia gli idrocarburi presenti in superficie sia le alghe che hanno assorbito la sostanza. Secondo l’assessore comunale alla Sicurezza e alla Protezione civile Marco Granelli, l’intervento ha consentito di mettere in sicurezza Darsena e Naviglio Pavese, anche se una parte residuale dell’inquinante ha superato le barriere. Restano attivi i lavori nella zona di via Ascanio Sforza e via Tibaldi, mentre la situazione più complessa rimane a monte.
Sono cinque i mezzi del Comando provinciale dei vigili del fuoco impegnati nelle attività, coordinate con gli enti locali. Nel complesso sono state utilizzate sette barriere di contenimento, ma i primi dispositivi installati a Robecco sul Naviglio e Gaggiano non sono riusciti a fermare completamente l’avanzata della chiazza, che ha raggiunto Milano. Nell’area interessata è stato segnalato anche un forte odore di idrocarburi.
Accertamenti sull’origine
Le cause dello sversamento sono ancora in fase di accertamento. Secondo le prime ricostruzioni, la fuoriuscita potrebbe essere avvenuta a Ponte Nuovo di Magenta durante lavori sulla rete fognaria. Non è però esclusa l’ipotesi dolosa. Arpa, Comune e Consorzio Villoresi stanno cercando di individuare l’origine del grande quantitativo di oli e idrocarburi finito nel sistema dei Navigli.
Un elemento che viene valutato dagli investigatori è la vicinanza dell’ex area industriale Saffa, tra Magenta e Boffalora sopra Ticino, interessata da interventi di bonifica. Nella zona di Ponte Nuovo, inoltre, nella notte tra mercoledì e giovedì si è sviluppato un incendio nell’ex Saffa di via Reno de’ Medici. Dal testo non emergono, al momento, collegamenti accertati tra il rogo e lo sversamento.
Il direttore del Parco del Ticino Claudio De Paola ha definito pesanti le conseguenze sulla biodiversità, con possibili danni alla fauna ittica e ad altri animali. La Lipu ha segnalato la presenza di un cigno contaminato, mentre il Consorzio Villoresi ha incaricato una società specializzata nelle bonifiche. Il Parco si occuperà della valutazione dei danni ambientali e degli interventi di risanamento.
In attesa dell’evoluzione delle operazioni, la navigazione sul Naviglio Grande è stata sospesa. Sono stati cancellati anche i corsi di canottaggio e i tour previsti, mentre alla Canottieri Milano le attività restano ferme e non vengono accettate prenotazioni per il giorno successivo.