Valle d'Aosta

L’IA rafforza la previsione delle valanghe in Valle d’Aosta

Il programma europeo mette a disposizione 50 aree di monitoraggio e simulazioni quotidiane per affiancare gli esperti.

Cinquanta punti di analisi distribuiti sul territorio della Valle d’Aosta, simulazioni quotidiane sull’evoluzione del manto nevoso e nuovi strumenti per supportare le valutazioni sul rischio. Sono i principali risultati previsti da The Chain Project, un progetto da 598mila euro che utilizza modelli digitali e intelligenza artificiale per migliorare la previsione del pericolo valanghe.

L’obiettivo dell’iniziativa non è sostituire i previsori, ma fornire loro una maggiore quantità di informazioni sulla stabilità della neve. Il progetto è stato presentato ad Aosta mercoledì 4 novembre, durante un incontro con rappresentanti della Regione, della Fondazione Montagna sicura e dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe, lo SLF di Davos, in Svizzera.

Modelli aggiornati ogni giorno

Avviato nel 2024 e finanziato dal Programma regionale Fesr 2021-2027, The Chain Project coinvolge il Dipartimento ambiente e territorio della Regione, beneficiario del finanziamento, e la Fondazione Montagna sicura, incaricata della realizzazione insieme al Centro funzionale e pianificazione regionale. Lo SLF di Davos contribuisce con il supporto scientifico.

Uno dei risultati del progetto riguarda la formazione dei tecnici della Fondazione Montagna sicura, che hanno acquisito la capacità di gestire direttamente modelli e software prima affidati a soggetti esterni. Questo consente di adattare gli strumenti alle caratteristiche del territorio valdostano e di gestire in autonomia il processo di simulazione e analisi.

I punti di analisi sono attualmente 50, collocati in aree e a quote differenti per rappresentare le diverse condizioni della neve. Il sistema potrà essere ulteriormente ampliato in base alle esigenze dei previsori. Alla base del modello c’è SNOWPACK, che simula l’evoluzione del manto nevoso e aggiorna ogni giorno le informazioni sulle condizioni presenti e su quelle attese nei giorni successivi.

I risultati vengono confrontati con i dati storici e analizzati anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Le informazioni sono consultabili su una mappa online, dove i tecnici possono selezionare i singoli punti e visualizzare dati e simulazioni.

Formazione e prossime verifiche

Durante l’incontro è stato ribadito che l’esperienza dei previsori e la conoscenza diretta del territorio restano centrali. Gli strumenti digitali devono aiutarli a esaminare una quantità crescente di dati e a rendere più precise le valutazioni, in un contesto montano reso più complesso dal cambiamento delle condizioni ambientali.

È previsto anche un percorso formativo per i tecnici e per le Commissioni locali valanghe, con il supporto del Celva. Le attività riguarderanno il funzionamento di SNOWPACK, la valutazione della stabilità del manto nevoso, il rischio di valanghe di neve asciutta e umida e le possibili conseguenze sulla viabilità.

La formazione comprenderà esercitazioni sul terreno e l’utilizzo della piattaforma Valle d’Aosta Outdoor Gis, attraverso la quale consultare simulazioni e informazioni raccolte. I dati dovranno supportare la redazione del Bollettino neve e valanghe e del Bollettino di criticità valanghe, oltre alle decisioni operative per la gestione del rischio.

Il progetto proseguirà fino al 2028. Nei prossimi anni saranno verificati l’affidabilità delle simulazioni e il loro grado di aderenza alle misurazioni e alle osservazioni sul campo. I tecnici lavoreranno inoltre per rendere i risultati più rappresentativi delle condizioni della neve alle diverse altitudini e sui vari versanti.

The Chain Project riunisce competenze regionali, scientifiche e tecniche. La Protezione civile ha contribuito mettendo a disposizione dati meteorologici e informazioni raccolte dalle stazioni presenti sul territorio. Per la Fondazione Montagna sicura, i finanziamenti europei sostengono una parte significativa delle attività di ricerca e potranno favorire nuove collaborazioni nella programmazione 2028-2034.