Pesaro (PU)

Dragaggio del porto di Pesaro, EveryOne chiede trasparenza

Sedimenti, controlli e confronto pubblico sugli interventi finanziati con 11 milioni

EveryOne Group chiede al Comune di Pesaro e agli enti competenti garanzie sulla gestione ambientale degli interventi di dragaggio del porto, dopo la riassegnazione degli 11 milioni di euro destinati alla realizzazione della cassa di colmata e alle successive opere sui fondali. La registrazione da parte della Corte dei conti della delibera del CIPESS consente di recuperare risorse considerate strategiche per il porto, la pesca, la navigazione e le attività economiche collegate.

Il gruppo riconosce il ruolo svolto dal Comune, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e dalle altre istituzioni coinvolte, ma sollecita una particolare attenzione alla tutela dell’ecosistema marino e costiero. Secondo EveryOne, la movimentazione dei sedimenti può comportare la risospensione di particelle, l’aumento della torbidità, la dispersione di eventuali contaminanti e alterazioni degli habitat bentonici, con possibili conseguenze sugli organismi marini e sulla catena alimentare.

Le richieste sulla cassa di colmata

Il gruppo richiama le analisi dei sedimenti del porto di Pesaro che, nel maggio 2025, l’Autorità di Sistema Portuale aveva comunicato di aver ricevuto da ARPAM. Quei risultati, secondo le informazioni diffuse, dovrebbero orientare la scelta delle modalità operative per il dragaggio. EveryOne sottolinea inoltre la necessità di conoscere il progetto definitivo della cassa di colmata, le modalità di isolamento e contenimento dei materiali, le misure contro possibili dispersioni e il trattamento delle acque durante il riempimento.

Nel documento vengono citati il decreto legislativo 152/2006 e i decreti ministeriali del 15 luglio 2016, n. 173 e, per gli interventi cui è applicabile, n. 172. La normativa e le indicazioni tecniche richiamate prevedono controlli sulle possibili perdite, sulla qualità degli effluenti, sulla torbidità delle acque circostanti e sull’eventuale dispersione di sostanze contaminanti.

Trasparenza e monitoraggio

EveryOne chiede che siano resi pubblici i risultati completi e aggiornati delle analisi chimiche, fisiche ed ecotossicologiche dei sedimenti, insieme al progetto aggiornato della cassa di colmata, agli studi ambientali, alle autorizzazioni e alle prescrizioni relative alle opere. Tra le richieste figura anche un piano di monitoraggio da svolgere prima, durante e dopo i lavori, con verifiche sulla qualità delle acque, sui fondali, sugli organismi bentonici, sulla fauna marina e sulle aree costiere vicine.

Il gruppo sollecita inoltre una valutazione degli effetti cumulativi delle opere portuali, considerando correnti marine, trasporto dei sedimenti, caratteristiche del litorale pesarese e pressioni ambientali già presenti. Viene chiesto che cittadini e associazioni ambientaliste possano conoscere tempestivamente gli esiti dei controlli e partecipare a un confronto pubblico con istituzioni e tecnici.

EveryOne precisa di non essere contrario al dragaggio né di voler mettere in discussione l’importanza delle risorse recuperate. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che la sicurezza della navigazione e lo sviluppo delle attività portuali procedano insieme alla protezione del mare. Il gruppo auspica infine che il sindaco Andrea Biancani, il Comune di Pesaro, l’Autorità portuale, ARPAM, la Regione Marche e gli altri enti coinvolti forniscano chiarimenti puntuali e garantiscano un percorso di confronto trasparente.