Il Parco Regionale delle Alpi Apuane ha presentato a Firenze, nella sede della Regione, il documento preliminare del Masterplan Strategico per orientare lo sviluppo dell’area protetta. All’incontro hanno partecipato il presidente del Parco Andrea Tagliasacchi, la direttrice Donella Consolati e gli assessori regionali Leonardo Marras, David Barontini e Filippo Boni.
Il piano nasce con l’obiettivo di tenere insieme tutela dell’ecosistema, sviluppo sostenibile e valorizzazione delle comunità locali. Il progetto coinvolge 15 Comuni del territorio delle Alpi Apuane e viene descritto dall’ente come uno strumento volontario, dinamico e aperto, pensato anche alla luce della nuova attenzione riservata alle aree interne.
La visione della Pietra Viva
Il Masterplan propone di rafforzare l’identità del Parco attraverso il concetto di Pietra Viva. La risorsa geologica, storicamente associata soprattutto all’attività estrattiva, viene riletta come elemento del patrimonio naturale, dell’identità territoriale e di un possibile modello di sviluppo sostenibile.
La costruzione del piano è avvenuta attraverso il coinvolgimento della Comunità del Parco e dei Comuni interessati. Con la metodologia definita di agopuntura territoriale sono stati raccolti e mappati progetti, esigenze e priorità, organizzando gli interventi futuri attorno a tre ambiti: il paesaggio naturale, quello artificiale e quello socioculturale.
Nel primo rientrano la tutela della biodiversità, la salvaguardia dei siti protetti e una fruizione compatibile dell’area. Il paesaggio artificiale riguarda invece la sostenibilità dell’attività estrattiva e la possibile trasformazione delle cave storiche dismesse in poli di attrazione. Il terzo ambito comprende la rivitalizzazione dei borghi, la promozione del patrimonio culturale e il sostegno all’economia locale.
Borghi, sentieri e collegamenti
Una parte rilevante del progetto riguarda il contrasto allo spopolamento. Il recupero del patrimonio storico e culturale, il sostegno alle attività economiche e la creazione di nuove opportunità di lavoro e residenzialità vengono indicati come strumenti per mantenere vive le comunità che custodiscono il paesaggio apuano.
Il piano punta inoltre a superare la frammentazione del territorio attraverso il potenziamento della mobilità dolce, il miglioramento della segnaletica, il ripristino dei sentieri e il collegamento tra borghi e luoghi di interesse. L’obiettivo è creare un sistema integrato, più facilmente fruibile da residenti e visitatori, evitando che gli interventi restino isolati.
Tra le prospettive indicate figura anche un dialogo più stretto con gli altri parchi regionali e la possibilità di sviluppare collegamenti coordinati con il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e con il Parco nazionale delle Cinque Terre, anche in ragione della posizione geografica delle Alpi Apuane.
La presentazione alla Regione rappresenta la prima tappa istituzionale di un percorso che proseguirà con una fase di partecipazione rivolta alla collettività. Sono previsti incontri e momenti di confronto con i 15 Comuni, la popolazione residente e gli operatori economici. Per Tagliasacchi, il passaggio regionale è servito a condividere le basi strategiche e ad allineare gli obiettivi del Parco con le politiche regionali. Il presidente ha sottolineato il ruolo della partecipazione di chi abita, lavora e frequenta quotidianamente le Alpi Apuane.