Bergamo (BG)

All’Orto Botanico Lorenzo Rota di Astino è arrivata la prima tartufaia pubblica di Bergamo

Oltre 29 mila metri quadrati di superfici, prevalentemente boschive, che rafforzano la vocazione naturalistica, educativa e culturale del sito

All’Orto Botanico Lorenzo Rota di Astino è arrivata la prima tartufaia pubblica di Bergamo

Un nuovo tassello si aggiunge alla crescita dell’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”. Nella Valle della Biodiversità di Astino è stata presentata oggi (mercoledì 25 marzo) la prima tartufaia comunale, che è stata realizzata grazie all’ampliamento delle aree concesse in comodato d’uso dalla Fondazione Mia: oltre 29 mila metri quadrati di superfici, prevalentemente boschive, che rafforzano la vocazione naturalistica, educativa e culturale del sito.

Un progetto tra natura, ricerca e didattica

 

La tartufaia si inserisce nel percorso di sviluppo dell’area di Astino, integrandosi con le realtà già presenti, come il vigneto biodiverso e il Parco Apistico. Quest’iniziativa nasce dalla collaborazione con l’Associazione Tartufai Bergamaschi e punta a valorizzare una tradizione locale di nicchia, aprendola al pubblico e alle scuole attraverso percorsi educativi dedicati.

Le piante e le caratteristiche del terreno

Nei mesi scorsi sono state messe a dimora 30 piante tartufigene micorizzate, tra cui esemplari legati al tartufo estivo e al pregiato nero, affiancate da noccioli, carpini, roverelle e lecci. Le analisi del suolo hanno confermato condizioni favorevoli alla coltivazione, consentendo interventi limitati alla lavorazione del terreno e all’arricchimento con carbonato di calcio.

L’area è stata completata con una siepe mista di specie autoctone, oggi in fase di sviluppo, e sarà supportata nei primi anni da un sistema di irrigazione collegato al Parco Apistico. L’impianto prevede un’irrigazione a goccia differenziata per siepi e piante, per garantire condizioni ottimali alla crescita.

Informazione e coinvolgimento dei visitatori

Come per le altre aree dell’Orto Botanico, anche la tartufaia sarà accompagnata da pannelli didattici, progettati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. L’obiettivo è raccontare al pubblico i processi naturali alla base della formazione del tartufo, in particolare il delicato rapporto di simbiosi tra funghi e radici degli alberi.

I lavori, realizzati con un investimento complessivo di circa 7 mila euro, rappresentano un passo concreto verso la valorizzazione della biodiversità locale. I primi tartufi saranno visibili solo tra alcuni anni, ma il progetto è già entrato nella sua fase operativa.

Una risorsa tra tradizione e innovazione

La nuova tartufaia si candida a diventare un progetto pilota per la divulgazione scientifica e ambientale, unendo ricerca, educazione e tradizione gastronomica. Un ulteriore sviluppo per la Valle di Astino, sempre più laboratorio a cielo aperto per la sostenibilità e la conoscenza del territorio.

Le dichiarazioni

«I primi tartufi nasceranno tra alcuni anni, ma già da ora vogliamo valorizzare una tradizione bergamasca di nicchia che merita di essere conosciuta e trasmessa – dichiara l’assessora al Verde Oriana Ruzzini -. Quello della tartufaia comunale è un percorso che entra nella sua fase operativa, inserendosi in modo naturale nell’ampliamento dell’Orto Botanico e nella sua vocazione educativa e scientifica. Come ogni area dell’Orto, anche la tartufaia sarà accompagnata da un percorso didattico, pensato per le scuole e per i visitatori, per conoscere le specie autoctone e comprendere i processi simbiotici che rendono possibile la nascita del tartufo: un prodotto prezioso, espressione della biodiversità e della qualità della nostra tradizione gastronomica di città creativa dell’Unesco».

«È un grande piacere essere oggi al battesimo di questo qualificante progetto – dichiara invece il consigliere regionale Giovanni Malanchini -. Il mio ricordo corre al 2012, quando da sindaco di Spirano inaugurai la nostra piccola tartuficoltura. Oggi, grazie agli sforzi congiunti di più soggetti, prende il via questo nuovo impianto che può diventare un progetto pilota grazie alla divulgazione dell’Orto Botanico di Bergamo. Complimenti all’assessora Oriana Ruzzini e a Gabriele Rinaldi, direttore dell’Orto Botanico, che hanno fortemente voluto questo intervento e grazie ai sempre presenti Tartufai bergamaschi».